
Come si misurano gli effetti economici di usura ed estorsione? Qual è l'impatto sistemico di questi fenomeni? Perché molte imprese, anche dopo aver denunciato e ricevuto sostegno pubblico, faticano a ripartire? E quali strumenti possono rendere più efficaci gli interventi di policy di prevenzione e di accompagnamento delle vittime? La ricerca in campo economico-aziendale può contribuire ad alimentare il dibattito sulle politiche pubbliche contro queste distorsioni?
Sono queste alcune delle domande al centro del convegno nazionale "La criminalità del profitto: usura ed estorsione", promosso dalla Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiane (FAI) e organizzato da F.A.I. Antiracket Antiusura Roma AGISA ETS, che si è tenuto il 10 luglio presso la Sala Tevere della Regione Lazio.
Una occasione di confronto tra istituzioni, magistratura, mondo associativo e studiosi per riflettere sull'evoluzione del fenomeno, per superare il limite delle misure attuali, per trasformare le norme in azioni efficaci, per disegnare possibili azioni di policy.

Tra i relatori della prima Sessione, dedicata al tema “La situazione criminale e processuale e l’impatto sull’economia del territorio”, il Prof. Sandro Brunelli del Dipartimento di Management e Diritto, con un intervento che ha richiamato l’attenzione, come risultato di un percorso di ricerca dedicato agli impatti economici e aziendali di usura ed estorsione, sugli effetti che tali fenomeni producono sulla capacità delle imprese di creare valore, mantenere relazioni economiche sane e contribuire positivamente allo sviluppo del territorio (rivedi la diretta streaming).
Aprendo il proprio speech con il racconto di una esperienza di analisi e ricerca condotta sul campo presso alcune aziende sanitarie romane, Sandro Brunelli ha condiviso con i partecipanti riflessioni maturate nell'ambito dei propri studi, offrendo un contributo in prospettiva economico-aziendale al dibattito sulle possibili azioni di policy per il contrasto ai fenomeni di usura ed estorsione. Tra i principali richiami del docente del DMD, il fatto che si tratti di "distorsioni" in grado di generare conseguenze profonde per l'intero tessuto produttivo, innescando circoli viziosi che si propagano ben oltre i soggetti direttamente coinvolti: "Parlare dell'impatto reale sull'economia del territorio dei fenomeni legati a racket e usura significa parlare di effetti sistemici, pervasivi, che toccano anche chi, inconscio o ignaro, appare distante o non coinvolto" ( V. Relazione del Prof. Sandro Brunelli).
Secondo il Prof. Brunelli, il danno provocato da questi fenomeni dunque non riguarda soltanto le singole imprese colpite, ma compromette la capacità dell'intero sistema economico di generare e distribuire valore. Quando vengono meno fiducia, correttezza e solidità delle relazioni economiche, ne risentono tutti gli attori coinvolti (imprenditori, lavoratori, finanziatori e istituzioni pubbliche).

Tra le principali evidenze emerse, frutto dell'attività di ricerca condotta e utili a orientare il confronto, nonché la definizione di nuovi interventi di policy, il Prof. Brunelli ha richiamato l'attenzione sul fatto che gli strumenti oggi previsti a sostegno delle vittime rappresentano un presidio indispensabile, ma spesso non sufficiente a ricostruire le condizioni necessarie per una reale ripresa delle attività economiche: "Il sistema attuale permette di evitare il baratro, ma non ricostruisce castelli, né riesce a favorire la costruzione di quelli che fatti annosi avevano impedito di costruire".
Partendo da questa evidenza, Sandro Brunelli ha proposto alcune possibili linee di sviluppo delle politiche pubbliche, tra cui il rafforzamento della figura del tutor introdotta dalla recente normativa, un più robusto accompagnamento delle vittime nei percorsi di rilancio imprenditoriale e l'adozione di strumenti innovativi capaci di coniugare tutela, educazione finanziaria e sostegno alla ripresa economica.
In particolare, a conclusione del suo intervento, il docente del DMD ha ribadito la necessità di accompagnare l'evoluzione del quadro normativo con strumenti realmente adottabili e capaci di produrre effetti concreti sui territori: "Fatte le norme, serve volontà, preparazione e ostinata passione per tradurle in azioni degne di produrre risultati apprezzabili".
Le riflessioni presentate dal Prof. Brunelli nel corso del convegno evidenziano come la ricerca possa offrire un contributo concreto ai processi di policy making su temi di rilevante interesse pubblico e del benessere delle comunità, mettendo a disposizione approcci, analisi, evidenze empiriche utili a rafforzare gli strumenti di prevenzione e di comtrasto, evidenziando come il confronto e la sinergia tra università, istituzioni, associazioni e operatori del settore rappresenti un passaggio essenziale per sviluppare interventi sempre più efficaci e rispondenti alle esigenze dei territori.
(A cura dell'Ufficio Public engagement Economia)
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