Programma

Aggiornato A.A. 2016-2017

2016 - 2017

Scopo del corso

• Il corso corso ha  tre diverse dimensioni e quindi ha una pluralità di scopi:

• a) storia: illustrare alcuni fatti di base inerenti le problematiche dello sviluppo, con particolare attenzione ai diversi percorsi che i principali paesi hanno seguito e ai legami che sono intercorsi tra di essi, in una prospettiva il meno possibile eurocentrica. L’approccio è quello contemporaneo della storia globale.
• b) teoria: ricostruire la nascita e il declino dell’economia dello sviluppo nei primi decenni del dopoguerra, illustrando i modelli che hanno ispirato le politiche dello sviluppo anche delle istituzioni internazionali.
• c) cultura economica: colmare alcune lacune lasciate aperte dagli altri corsi della Laurea Magistrale, quali l’approccio delle capacità di Sen e il suo impatto sull’economia di genere.

Indicatori di Dublino rilevanti per i corso:

Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding)

 

Contenuto delle lezioni

Avvertenza: le fotocopie dei testi citati sono  disponibili in biblioteca in una cartellina presso il tavolo all'entrata. Fa eccezione il libro di Cozzi.

Le slides di tutte le lezioni, escluse la 3, 4  e 6 , che non avevano slides, sono  disponibili in "materiale didattico"

1) mercoledì 9 novembre 2016

Informazioni generali

Caratteristiche dell'economia come scienza sociale
L'andamento del PIL  pro/capite nell'ultimo millennio: considerazioni e osservazioni
La struttura del corso

2) lunedì 14 novembre 2016

Ascesa e declino dell'economia dello sviluppo, dalla Seconda guerra Mondiale agli anni 1980: schema di riferimento generale.
Testo di riferimento: A.O. Hirschman , Ascesa e declino dell'economia dello sviluppo, Torino: Rosenberg & Sellier, 1983,  pagg. 191-216. (fotocopie in biblioteca)

3) martedì 15 novembre 2016

Evoluzione del concetto e della misura di "sviluppo"
L'eredità dell'economia "classica" della crescita I : Free Trade contro mercantilismo; l'accumulazione del capitale e la centralità della distribuzione del reddito; Adam Smith e la divisione del lavoro

Testo di riferimento anche per la lezione successiva: T. Cozzi , Teoria dello sviluppo economico, Bologna: Il Mulino, capitolo, 2 E' disponibile in biblioteca sia l'edizione 1972 che 1979. Vanno bene entrambe le edizioni. Chi legge agevolmente l'inglese, è fortemente consigliato di studiare  G. Meier, Biography of a subject, New York: Oxford  University Press, 2005, pp. 15-40

4) mercoledì 16 novembre

Continuazione della lezione precedente: J.S. Mill e Marx

5) martedì 22 novembre

Dualismo dell'economia. Il modello di Lewis
Testi di riferimento: R. Piras , Dalla Teoria dello sviluppo alla teoria della crescita, Torino, Giappichelli, 2000,pagg. 7-20 (fotocopie in biblioteca)
M. Todaro e S.  Smith, Economic development, 11sima edizione, 2012, Addison-Wesley, capitolo 3, indispensabile  anche per le lezioni successive

6) mercoledì 23 novembre

Implicazioni  del modello di Lewis. Critiche al modello di Lewis. Fattori push e pull delle migrazioni: il modello di Todaro Harris

7) giovedì 24 novembre

Crescita bilanciata: il "Big Push" di Rosenstein Rodan e il circolo vizioso della povertà di Nurkse

Testi di riferimento :G. Meier, Biography of a subject, New York: Oxford  University Press, 2005, cap. 4

8) lunedì 28 novembre 2016
L'approccio storico degli "stadi dello sviluppo" : Rostow
Testi di riferimento: W. Rostow, Gli stadi dello sviluppo economico, Torino: Einaudi 1960 pp.1-49


9) martedì 29 novembre 2016
La critica di Gerschenkron  alla teoria di Rostow degli stadi dello sviluppo
Testi di riferimento: A. Gerschenkron, Il problema storico dell'arretratezza economica, Torino: Einaudi 1965, capitoli 1 e 2


10) mercoledì 30 novembre 2016
Modello di Myrdal di causazione cumulativa. Teorie neo-marxiste dello sviluppo
Testi di riferimento: A.P.Thirlwall, Growth and Development, 5th edition, London Macmillan 1994, pp. 127-142

11) lunedì 5 dicembre 2016

Teorie neo-marxiste dello sviluppo

12) martedì 6 dicembre 2016

Teorie strutturaliste: Prebisch e il problema delle ragioni di scambio tra centro e periferia. L'instabilità delle materie prime. Teorie della dipendenza

S. R. Khan, A History of Development Economics Thought, Abingdon: Routledge, 2014, cap. 4

Per chi preferisce un testo in italiano: Oman C.P. , Wignaraja G.  Le teorie dello sviluppo economico dal dopoguerra a oggi, a cura di N. Boccella, Milano: Edizione Universitarie di Lettere Economia e Diritto 2005, pp.209-281

13) mercoledì 7 dicembre 2016

Sen e l'approccio delle capabilities per valutare e misurare lo sviluppo
Testi di riferimento: A. Sen Lo sviluppo è libertà , Milano, Mondadori, 2001, capitoli 1,2 e 4

14) lunedì 12 dicembre 2016

Proseguimento della lezione precedente..

L'Inghilterra come primo paese capitalistico sviluppato.  Perché l'Inghilterra?

Per questa lezione e le successive:, D.Acemoglu e J.A.Robinson, Perché le nazioni falliscono, Milano, Il Saggiatore 2013, in particolare  capp. 1,2,3

Erik  S. Reinert , How rich countries got rich …and why poor countries stay poor. London: Constable , 2007, capitoli 4 e 6.

15) martedì 13 dicembre 2016

Teorie neo-istituzionaliste del successo e fallimento dei paesi

16) mercoledì 14 dicembre

Conclusioni e esercitazione