Programma

Aggiornato A.A. 2016-2017

 

 

CORSO DI STORIA ECONOMICA

 

Corso di laurea in Scienze Economiche

Università di Roma “Tor Vergata”

 

 

A. A. 2016/17

 

 

Prof. Giovanni Vecchi

giovanni.vecchi@uniroma2.it

 

 

 

 

ARGOMENTO DEL CORSO

 

L’economia italiana e quella internazionale dalla metà dell’Ottocento a oggi.

 

 

CARICO DI LAVORO

 

Il corso vale 9 crediti formativi universitari (CFU), ciascuno dei quali richiede 25 ore di impegno da parte dello studente. Il carico di lavoro complessivo richiesto dal corso di Storia Economica è dunque pari a 225 ore.

 

Ciascun CFU prevede 6 ore di lezione in aula e 19 ore di studio personale. Nel complesso, il corso prevede dunque di 54 ore di lezione e presuppone 171 ore di studio. La frequenza alle lezioni non è obbligatoria ma è vivamente consigliata. Assumendo che una giornata di studio conti 8 ore, il tempo di studio previsto per superare con successo l’esame finale può essere stimato intorno alle 3 settimane.

 

Le letture obbligatorie assegnate agli studenti non superano le 1.000 pagine di testo. Ho ipotizzato che ogni ora di studio consenta l’assimilazione di 6 pagine di testo in aggiunta agli eventuali appunti dalle lezioni (dunque 171 ore * 5,5 pagine = 1.026 pagine totali).

 

 

MODALITÀ D’ESAME

 

L’esame è composto da una prova scritta, e la comunicazione dei risultati avviene direttamente attraverso il sistema DELPHI. Salvo indicazione contraria da parte del docente, non è prevista una prova orale.

PROGRAMMA DEL CORSO (IN BREVE)

 

 

Il contenuto del corso può essere riassunto, sinteticamente, come segue.

 

La prima parte riguarda l’economia internazionale:

 

1.     L’economia pre-industriale

2.     Il modello di Malthus

3.     La rivoluzione industriale inglese

4.     Lo “sviluppo economico moderno”.

5.     La prima globalizzazione:

5.1.  Il commercio internazionale (il modello di Ricardo)

5.2.  I movimenti migratori di massa

5.3.  I movimenti di capitale

5.4.  Il modello di Heckscher e Ohlin

5.5.  L’evoluzione del sistema monetario internazionale.
Dal bimetallismo al gold standard.

6.     Prima Guerra Mondiale.
L’economia di guerra e le conseguenze economiche della pace.

7.     L’economia internazionale fra le due guerre.
La Grande Depressione.

8.     Seconda Guerra Mondiale: Bretton Woods e il Piano Marshall.

9.     L’epoca d’oro dell’Europa (1950-1973)

10.  La fine di Bretton Woods e l’economia internazionale dal 1973 a oggi

 

La seconda parte del corso riguarda l’economia italiana dal 1861 ai giorni nostri:

 

11.  Il processo di unificazione dell’Italia.

12.  L’Italia liberale (1861-1913)

13.  L’Italia fra le due guerre (1919-1939)

14.  Dalla ricostruzione al miracolo (1946-1963)?

15.  Dopo l’ascesa, il declino? (1963-oggi)

PROGRAMMA GIORNALIERO DEL CORSO

20 Feb             L’economia pre-industriale

 

Il primo obiettivo della lezione è spiegare l’utilità di un corso di storia economica. Cosa si intende, esattamente, per “storia economica”? Perché studiarla? Cosa attendersi da questo corso specifico? Il secondo obiettivo è quello di descrivere l’economia pre-industriale, l’argomento con cui comincia il programma d’esame: come funzionava l’economia nei millenni che hanno preceduto l’industrializzazione? La lezione presenta il “modello di Malthus”, utile per capire perché il reddito per abitante non sia aumentato significativamente nel corso dei millenni.

 

Letture:

1)    Battilossi, S. (2004), Le rivoluzioni industriali. Bari: Carocci. “Introduzione” e Cap. 1 (“L’epoca economica moderna”), pp. 7-28.

2)    Clark, G. (2007), Farewell to Alms, Princeton University Press (solo capitolo 2, pp. 19-39). Esiste la traduzione in italiano: “Senza pietà. Breve storia economica del mondo” pubblicato da Codice Edizioni. In questo caso: capitolo 2, pp. 23-44.

21 Feb             La rivoluzione industriale e lo sviluppo economico moderno

 

La lezione è dedicata alla Rivoluzione Industriale inglese.

 

Letture:

 

3)     Battilossi, S. (2004), Le rivoluzioni industriali. Bari: Carocci. Cap. 2 (“Lo sviluppo economico moderno come rivoluzione”), e Cap. 3 (“L’epoca della prima rivoluzione industriale, 1770-1870”), pp. 29-84.

23 e 27 Feb     La prima globalizzazione: il commercio internazionale, la migrazione di massa e i movimenti di capitale

 

Questo è un ciclo di due lezioni dedicate alla “prima globalizzazione” (dalla seconda metà dell’Ottocento alla Prima Guerra Mondiale). Le lezioni si concentrano sullo sviluppo del commercio internazionale. Perché si assiste a una spettacolare integrazione del mercato mondiale dei prodotti? Il modello di Ricardo, basato sull’idea dei “vantaggi comparati” è utile per cominciare a rispondere. La seconda parte della lezione è dedicata ai movimenti migratori di massa (perché oltre 60 milioni di europei si imbarcarono verso il Nuovo Mondo nei cent’anni successivi al 1820?) e ai movimenti di capitale.

 

Letture:

 

4)    O’Rourke, K. e J.G. Williamson (2005), Globalizzazione e storia. Bologna: Il Mulino. Cap. 2 (“La rivoluzione dei trasporti e l’integrazione dei mercati dei prodotti”), pp. 47-78.

5)    O’Rourke, K. e J.G. Williamson (2005), Globalizzazione e storia. Bologna: Il Mulino. Cap. 6 (“Le cause dei movimenti migratori di massa”), pp. 167-199.

6)    O’Rourke, K. e J.G. Williamson (2005), Globalizzazione e storia. Bologna: Il Mulino. Cap. 11 (“Flussi internazionali di capitale: cause e conseguenze”), pp. 307-333.

7)    Krugman, P.R. e M. Obstfeld (1999), Economia internazionale. Hoepli. Cap. 2 (“Produttività del lavoro e vantaggi comparati: il modello ricardiano”). Lettura non obbligatoria.

28 Feb             Il modello di Heckscher e Ohlin

La globalizzazione non è un processo neutrale dal punto di vista distributivo. La lezione introduce il modello di Heckscher e Ohlin per identificare i “vincitori” e i “perdenti”.

 

Letture:

 

8)    O’Rourke, K. e J.G. Williamson (2005), Globalizzazione e storia. Bologna: Il Mulino. Cap. 1 (“La convergenza nella storia”), pp. 15-45; Cap. 3 (“Heckscher e Ohlin avevano ragione?”), pp. 79-106; Cap. 13 (“Le lezioni della storia”), pp. 365-388.

9)    Krugman, P. R  e M. Obstfeld (1999), Economia internazionale. Hoepli. Cap. 4 (“Risorse e commercio: il modello di Heckscher e Ohlin”). Lettura non obbligatoria.

2 Mar              Il sistema dei pagamenti internazionale

 

Con questa lezione si conclude la parte del corso relativa alla “prima globalizzazione”. Si spiega il sistema bimetallico (sistema di pagamento basato sull’argento e sull’oro) e il sistema basato sull’oro (il cosiddetto “gold standard”), che si afferma in gran parte del mondo dal 1870 al 1914 (circa, s’intende).

 

Letture:

 

10) Cameron, R. e L. Neal (2005), Storia Economica del mondo. Volume 2 (“Dal XVIII secolo ai giorni nostri”), Cap. 12 (“La crescita dell’economia mondiale”), pp. 467-496.

11) Krugman, P.R. e M. Obstfeld (2008), Economia internazionale. Hoepli. Cap. 19 (“Il sistema monetario internazionale, 1870-1973”), pp. 621-659.

6 Mar              L’economia di guerra e le conseguenze economiche della pace

 

Quali trasformazioni hanno luogo nell’economia di un paese che entra in guerra? La lezione ne discute illustrando ciò che accadde in concomitanza della Prima Guerra Mondiale. La parte finale della lezione discute le conseguenze economiche non della guerra, ma della pace, quella che seguì i Trattati di Versailles del 1919.

 

Letture:

12) Pollard, S. (1999) Storia economica del Novecento. Bologna: il Mulino. Cap. 4 (“L’economia della prima guerra mondiale”), pp. 71-93.

13) Feinstein, C.H., P. Temin e G. Toniolo (1998), L'economia europea tra le due guerre. Roma-Bari: Laterza. Cap. 1 (“La crescita nel periodo tra le due guerre in una prospettiva secolare”), pp. 3-17; Cap. 2 (“Gli effetti della prima guerra mondiale”), pp. 19-40.

7 Mar              L’economia fra le due guerre e la Grande Crisi

 

La lezione ha come oggetto il periodo fra le due guerre. Studiamo l’economia internazionale durante gli anni Venti: il boom economico post-bellico, gli episodi di inflazione e iperinflazione, e le conseguenze delle cattive relazioni internazionali. Ci occupiamo quindi della Grande Crisi del 1929, passando in rassegna le tesi più accreditate che sono state avanzate per spiegarne l’origine.

 

Letture:

 

14) Feinstein, C.H., P. Temin e G. Toniolo (1998), L'economia europea tra le due guerre. Roma-Bari: Laterza. Cap. 3 (“Le crisi degli anni Venti”), pp. 41-57; Cap. 4 (“Produzione, produttività e progresso tecnico negli anni Venti”), pp. 59-90; Cap. 6 (“Gli inizi della Grande Depressione”), pp. 113-136.

15) Keynes, J.M. (1930), “The Economic Possibilities for Our Grandchildren” in Essays in Persuasion. (Ed. 1963), Norton.

9 Mar            Seminario: “Capire la differenza. Una storia economica delle donne in Italia, 1861-2015”

 

Celebreremo la Giornata internazionale della donna, ancorché con un giorno di ritardo, con una lezione-seminario tenuta dalla Dott.ssa Giulia Mancini (U. di Roma “Tor Vergata”). Ricostruiremo le tappe della trasformazione del ruolo delle donne nel mercato del lavoro, nella famiglia, nella politica, e confronteremo l'esperienza italiana con quelle dei vicini europei e degli Stati Uniti.

 

Letture:

 

16) Saranno comunicate a breve.

13 Mar                        La conferenza di Bretton Woods e il Piano Marshall

 

Con questa settimana comincia la storia economica più recente, che ha inizio nel secondo dopoguerra. La lezione illustra gli scopi della conferenza di Bretton Woods (1944), nell’ambito della quale nacque un nuovo sistema internazionale dei pagamenti e vennero create istituzioni quali il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. La lezione termina col confronto fra come venne gestito il secondo dopoguerra rispetto al primo, un esercizio particolarmente istruttivo.

 

Letture:

 

17) Feinstein, C.H., P. Temin e G. Toniolo (1998), L'economia europea tra le due guerre. Roma-Bari: Laterza. Cap. 10 (“Epilogo: passato e presente”), pp. 209-228.

18) Cameron e Neal (2005), Cap. 15 (“La ricostruzione dell’economia mondiale, 1945-73”), pp. 581-621.

 

14 Mar                        L’epoca d’oro dell’Europa (1950-1973)

 

Questa lezione si occuperà degli anni 1950-1973. Si tratta di due decenni passati alla storia per la straordinarietà dei tassi di crescita dell’Europa Occidentale. Quali le cause di questo successo?

 

Letture:

 

19) Crafts, N. e Magnani, M (2013), “L’età dell’oro e la seconda globalizzazione”, in L’Italia e l’economia mondiale, a cura di G. Toniolo. Pagine 97-145.

16 Mar                        La Nuova Globalizzazione e la Grande Convergenza

 

Dopo la prima globalizzazione, quella avviatasi nel corso dell’Ottocento, un secondo processo rivoluzionario ha preso avvio con il diffondersi delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT). In questa lezione cercheremo di capire cosa sta cambiando e con quali conseguenze sul piano sociale, economico e politico.

 

Letture:

 

20) Baldwin, R. (2017), The Great Convergence. Harvard University Press. (Il docente troverà modo di tradurre e distribuire le pagine che interessano la lezione).

20 Mar                        Gli stati pre-unitari e il processo economico di unificazione dell’Italia

 

 

Con questa lezione comincia la parte del corso dedicata all’economia italiana. Quali sono i tratti originari della nazione che rilevano per comprendere l’evoluzione economica secolare del paese? Le successive tre lezioni saranno tenute dal Dott. Stefano Chianese.

 

Letture:

 

21) Toniolo, G. (1988), Storia economica dell’Italia liberale (1850-1918). Bologna: il Mulino. Cap. 6 (“I problemi economici dell’unificazione”), p. 81-97.

22) Zamagni, V. (2007) Introduzione alla storia economica d’Italia. Bologna: il Mulino. Cap 1 (“Dal centro alla periferia”) e Cap. 2 (“L’economia degli stati dell’Italia pre-unitaria”), pp. 13-46.

21 Mar                        L’Italia liberale (1861-1913)

 

La lezione discute il processo di industrializzazione dell’Italia e tenta un bilancio dei progressi registrati sulle condizioni di vita della popolazione. Quali elementi hanno consentito all’Italia di abbandonare il regime malthusiano e imboccare la strada dello sviluppo economico moderno? La dinamica del Pil per abitante restituisce una buona rappresentazione della dinamica del benessere degli italiani?

 

Letture:

 

23) G. Toniolo (2013), La crescita economica italiana, 1861-2011, in L’Italia e l’economia mondiale, a cura di G. Toniolo. Pagine 5-51.(facoltativo)

24) Fenoaltea (2012), L'economia italiana dall'Unità alla Grande Guerra. Roma: ed. Universitaria. Cap. 1 (introuzione) e cap. 2 (Gli indici e i modelli). p.3-59

23 Mar                        Seminario: l’immigrazione italiana 1861-oggi

 

Questa lezione-seminario, tenuta dalla Dott.ssa Giuliana Freschi, ripercorrerà la storia dei flussi migratori domestici e internazionali degli Italiani nel corso degli ultimi 150 anni. Esamineremo le serie storiche rese disponibili da alcune ricerche recenti (i fatti), offrendo una rassegna della letteratura (le interpretazioni).

 

Letture:

 

24) Gomellini, O’Grada and Vecchi (2017), “Migration”, in Vecchi, G., Measuring Wellbeing A History of Italian Living Standards. New York: OUP.

27 Mar                        L’Italia fascista (1919-1939)

 

L’economia italiana durante il regime fascista è al centro di questa lezione. Quale fu l’impatto della politica economiche di Mussolini sulla crescita economica e sul benessere degli Italiani?

 

Letture:

 

25) Galimberti, F. e L. Paolazzi (1998), Il volo del calabrone. Firenze: Le Monnier. Cap. 2 (“L’Italia dell’autarchia”), pp. 63-113.

28 Mar                        Dalla ricostruzione al “miracolo”, fino alla seconda repubblica (1946-1992)

 

Questa lezione è dedicata a due temi specifici. Il primo riguarda il processo di ricostruzione che seguì la seconda guerra mondiale. Il secondo è quello degli anni del “miracolo economico”. In che senso si trattò di anni miracolosi?

 

Letture:

 

26) Galimberti F. e L. Paolazzi (1998), Il volo del calabrone. Firenze: Le Monnier. Capitolo 3 (“L’Italia non lascia, triplica”), pp. 115-173.

30 Mar                        La storia de benessere degli Italiani. Dopo l’ascesa il declino?

 

La lezione conclusiva del corso ripercorre la storia economica d’Italia alla luce degli indicatori di benessere, monetari (i consumi, il Pil, la ricchezza, i risparmi etc.) e non-monetari (lavoro minorile, salute, istruzione, etc.). La domanda al centro della lezione finale riguarda il futuro: cosa suggerisce la storia economica sulla sorte del benessere degli Italiani? Le nuove generazioni potranno godere di condizioni di vita migliori di quelle precedenti?

 

Letture:

 

27) Vecchi, G. In ricchezza e in povertà. Bologna, Il Mulino. Capitoli 6 (Reddito), 7 (Disuguaglianza), e 8 (Povertà).

28) Vecchi, G. Measuring Wellbeing A History of Italian Living Standards. New York: OUP. Capitoli 10 (Wealth) e 11 (Vulnerability). Lettura non obbligatoria.