La lettera di accompagnamento

Testi a cura di Ateneo&Azienda – www.ateneoeazienda.it

Non per tutte le posizioni è necessario utilizzare, oltre al CV, anche la lettera di presentazione. Essa è, comunque, uno strumento estremamente utile qualora si vogliano approfondire aspetti che nel CV, per privilegiare una lettura veloce e rapida, non si sono potuti affrontare (per esempio, perché ho impiegato più anni di quelli previsti dal corso per laurearmi oppure perché mi candido per l’area del personale con una laurea in filosofia). Inoltre, la lettera di accompagnamento consente una più adeguata presentazione delle proprie motivazioni e di sottolineare meglio le proprie attitudini rispetto all’azienda e al ruolo. Quindi, è sempre consigliabile utilizzare la lettera di presentazione qualora si nutra un particolare interesse per la posizione offerta.
Così come il CV deve essere costruito ad hoc, anche la lettera di presentazione deve essere pensata in stretta relazione all’azienda/organizzazione o alla posizione per la quale ci si sta candidando.
Se si è disposti, realmente, a qualche sacrificio, come il trasferimento ad altra città, è sempre meglio sottolinearlo: indicare un domicilio in prossimità della sede di lavoro per la quale ci si candida, se si proviene da una città distante o addirittura da una regione differente, diventa spesso essenziale per facilitare il contatto e un colloquio conoscitivo.
Una lettera di accompagnamento in risposta ad un annuncio, oltre a citare la fonte sulla quale si è letto l’annuncio ed il riferimento della ricerca riportato, dovrà essere mirata e proporre la candidatura rendendo evidente il collegamento che esiste tra il proprio profilo e la posizione desiderata.
Hai già lavorato nello stesso settore merceologico? Conosci i prodotti e/o i servizi dell’azienda alla quale ti stai proponendo? Hai svolto una tesi di laurea su tematiche affini a quanto previsto dalla posizione lavorativa? In questa fase, ogni elemento che ti distingue può essere utile per emergere tra le molte candidature.
Il messaggio che colui che legge la lettera dovrebbe cogliere è: “Voglio venire a lavorare con Voi perché penso di essere la persona giusta per la Vostra organizzazione e per questa posizione”.
Congedati, quindi, con lo stesso stile, mostrandoti convinto rispetto alla possibilità di ottenere un incontro personale e scrivendo, per esempio: “in attesa di incontrarVi personalmente...”.
 
Nel caso in cui, invece, tu non stia rispondendo ad un annuncio, bensì ti stia proponendo (tramite lettera di autocandidatura) ad un’azienda/organizzazione che in quel momento non sta cercando personale, è molto importante capire chi potrebbe essere il destinatario della tua missiva (consultando il sito web aziendale oppure, semplicemente, facendo ricorso al centralino telefonico dell’azienda); mandare una comunicazione generica non garantisce, infatti, la dovuta attenzione.
 
Per quanto riguarda la presentazione dei contenuti e lo stile, è evidente che scrivere una lettera di accompagnamento concedendosi errori di ortografia o altre imperfezioni è una leggerezza imperdonabile.
 
Il testo deve essere sintetico (20/30 righe) e organizzato secondo uno schema ben preciso: bisogna indicare a chi ci si rivolge, perché ci si candida e cosa qualifica la propria candidatura, senza riprendere globalmente i contenuti del CV. Al contrario, focalizzarsi su alcuni punti del proprio percorso, in grado di spiegare perché si ritiene di essere adatti alla posizione per la quale ci si candida, è proprio l’obiettivo principale della lettera di accompagnamento.