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Programma

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Aggiornato A.A. 2019-2020

ECONOMIA PUBBLICA (AVANZATO)
Prof Stefano Gorini
(4/2020)
Dipartimento di economia e finanza (DEF)
Lauree Magistrali Clemif, Clem
2° anno, 1° semestre , 2° modulo

Opzionale

Prerequisiti formativi (suggeriti): corsi Triennali di Micro, Macro, Scienza delle finanze, Matematica generale

MODALITA DI INSEGNAMENTO: lezioni frontali, integrate da scambio interattivo con i frequentanti
MODALITÀ D’ESAME: prova orale, consistente in 1) ‘presentazione-svolgimento’ di una breve lezione di circa ½ ora su un argomento scelto del candidato tra quelli trattati nel corso, più 2) una breve risposta a uno-due quesiti sugli altri argomenti.
MATERIALE DIDATTICO: interamente costituito da dispense delle lezioni, postate online, contenenti dettagliati riferimenti alla letteratura rilevante, più suggerimenti per letture di approfondimento

PROGRAMMA

Leitmotiv
L’identità dell’economia pubblica poggia sulla distinzione tra interessi ‘economici’ contrapposti, detti rivali o privati, e interessi ‘economici’ comuni, condivisi dagli appartenenti alla società politica nella loro veste di cittadini, detti pubblici. Le modalità alternative di coordinamento delle azioni individuali volte al soddisfacimento di tali interessi sono quella competitiva dello scambio (mercato, prezzi, profitto, distribuzione) e quella cooperativa dell’azione collettiva pubblica. Gli interessi pubblici, essendo per natura non contrapposti, ossia non rivali e non escludibili, non possono essere soddisfatti tramite la modalità competitiva dello scambio, bensì solo tramite quella della cooperazione politica dei cittadini. Nell’assetto istituzionale del capitalismo moderno gli interessi rivali e il mercato portano nell’economia e nella scienza economica la cultura ‘competitiva’ del profitto, della rendita/sfruttamento e della lotta distributiva. Quelli condivisi pubblici vi dovrebbero portare la cultura ‘cooperativa’ dello stato. Pertanto il leitmotiv del corso si può esprimere in tre parole: rendita/sfruttamento, cooperazione/azione collettiva, democrazia, accomunate dall’indagine sulle cause dei ‘fallimenti’ di entrambe le modalità di coordinamento: 1) i fallimenti del coordinamento competitivo nell’economia ‘commerciale’, dovuti alla rendita/sfruttamento privata, 2) i fallimenti del coordinamento cooperativo libero nell’economia pubblica dovuti alla intrinseca possibilità di ‘free-riding’, con conseguente passaggio alla cooperazione coattiva pubblica, e 3) i fallimenti di quest’ultima dovuti al perseguimento della rendita pubblica da parte delle classi di governo.

Temi del corso
1. Le modalità di coordinamento delle azioni individuali: tipologie e fallimenti
2. I fallimenti classici del coordinamento competitivo: la teoria micro della rendita/sfruttamento privata tramite il potere di mercato, lo sfruttamento delle esternalità, l’influenza ‘commerciale’ sulle scelte di governo
3. Una teoria macro della rendita privata
4. I fallimenti strategici del coordinamento: equilibri strategici non-Paretiani
5. I fallimenti della cooperazione libera nell’economia pubblica, e il conseguente passaggio da questa alla cooperazione coattiva imposta dal potere di governo
6. L’economia normativa della ripartizione efficiente delle risorse tra usi privati e pubblici, con beni pubblici produttivi e tassazione distorsiva
7. L’economia normativa delle scelte pubbliche: benessere sociale, democrazia, votazioni
8. L’economia positiva delle scelte pubbliche e i fallimenti della cooperazione coattiva imposta dal potere di governo, dovuti al perseguimento della rendita pubblica da parte delle classi di governo (ruling interests)
9. L’accumulazione di debito pubblico come patologia sistemica dell’economia capitalistica

Obiettivi di apprendimento
Al termine del corso lo studente avrà acquisito familiarità con un insieme di concetti economici e metodi analitici utili ai fini di una comprensione/spiegazione ‘scientifica’ dei seguenti fatti sociali:
– Le principali modalità di coordinamento delle azioni individuali: 1) competizione non regolata (legge della giungla), 2) competizione regolata, e 3) cooperazione/azione collettiva.
– Gli effetti antisociali del perseguimento della rendita privata, insito nella lotta distributiva endemica nella società ‘commerciale’.
– Le cause ‘strategiche’ (giochi) di fallimento della cooperazione libera per il soddisfacimento degli interessi condivisi-pubblici, e il ruolo sostitutivo del potere coattivo dello stato.
– Il trade-off tra l’impatto positivo dei beni pubblici sulla produttività e quello negativo della tassazione, nella determinazione delle condizioni di efficiente ripartizione delle risorse tra usi privati e pubblici.
– La natura complessa del rapporto tra preferenze individuali e scelte collettive e gli aspetti logici e pratici della aggregazione delle prime nelle seconde, le relazioni tra miglioramenti paretiani effettivi e potenziali, i problemi di equilibrio ed efficienza nelle votazioni a maggioranza (votante mediano e dintorni).
– Il perseguimento della rendita pubblica da parte delle classi di governo (ruling interests) e la transizione dall’autocrazia al governo maggioritario.
– La redistribuzione inter-temporale a ritroso (dal futuro al presente) come effetto negativo dell’accumulazione del debito pubblico.