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Syllabus

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Obiettivi Formativi

OBIETTIVI FORMATIVI:

Il corso intende approfondire il cambiamento organizzativo come processo critico per la continuità, l’adattamento, l’innovazione e lo sviluppo delle organizzazioni. La gestione del cambiamento non viene affrontata come una semplice applicazione di tecniche o come una sequenza lineare di fasi, ma come un processo complesso che coinvolge strategie, strutture, culture, leadership, relazioni, potere, comunicazione, apprendimento, creatività e capacità di innovazione.

Il punto di partenza del corso è che anche i cambiamenti più accuratamente progettati possono incontrare difficoltà nella fase di implementazione, perché il cambiamento modifica non solo procedure, ruoli e assetti organizzativi, ma anche aspettative, identità professionali, equilibri relazionali, routine consolidate e modalità quotidiane di lavoro. Per questa ragione, il corso si concentra in modo particolare sul passaggio dalla progettazione all’attuazione del cambiamento, cioè sul momento in cui le intenzioni strategiche devono tradursi in comportamenti, decisioni, pratiche operative e risultati sostenibili nel tempo.

Gli obiettivi formativi principali sono due.

Il primo obiettivo è comprendere come possano essere realizzati efficacemente i cambiamenti organizzativi. Ciò significa sviluppare la capacità di analizzare le condizioni che rendono un cambiamento necessario, desiderabile o inevitabile; riconoscere le diverse tipologie di cambiamento, evolutivo, rivoluzionario, strategico, culturale, tecnologico, strutturale o legato a crisi e trasformazioni di contesto; individuare gli attori coinvolti, le resistenze, le ambivalenze, le fonti di sostegno e i possibili ostacoli; valutare le modalità attraverso cui un’iniziativa di cambiamento può generare risultati positivi e duraturi.

Il secondo obiettivo è migliorare le capacità personali e relazionali necessarie per guidare, sostenere e interpretare i processi di cambiamento. Il corso mira quindi a sviluppare negli studenti una maggiore consapevolezza del proprio modo di leggere il cambiamento, delle proprie reazioni di fronte all’incertezza, delle proprie capacità di comunicazione, ascolto, diagnosi, influenza, collaborazione, gestione delle resistenze e costruzione di senso. Particolare attenzione è dedicata alla capacità di trasformare problemi organizzativi complessi in occasioni di apprendimento, sperimentazione, creatività e innovazione.

Il percorso formativo collega costantemente teoria e pratica. Le teorie, i modelli e gli strumenti di change management sono utilizzati non come schemi astratti da memorizzare, ma come lenti interpretative per comprendere situazioni organizzative reali, casi di cambiamento, dilemmi manageriali, processi di implementazione e dinamiche relazionali. In questo modo, il corso intende fornire agli studenti una preparazione utile sia per analizzare criticamente i cambiamenti organizzativi, sia per contribuire attivamente alla loro progettazione e realizzazione.

CONOSCENZA E CAPACITÀ DI COMPRENSIONE:

Al termine del corso, gli studenti dovranno avere acquisito una conoscenza articolata dei principali concetti, modelli e approcci relativi alla gestione del cambiamento, alla creatività organizzativa e all’innovazione. In particolare, dovranno comprendere perché le organizzazioni cambiano, quali fattori interni ed esterni generano pressioni al cambiamento, quali forme può assumere un processo di trasformazione e quali condizioni ne favoriscono o ne ostacolano l’efficacia.

Gli studenti saranno guidati a comprendere il cambiamento come fenomeno multilivello. A livello strategico, il cambiamento riguarda l’adattamento dell’organizzazione al contesto competitivo, tecnologico, istituzionale e sociale. A livello organizzativo, riguarda strutture, processi, sistemi di coordinamento, culture, routine e pratiche operative. A livello relazionale, coinvolge leadership, comunicazione, fiducia, conflitto, collaborazione, potere e legittimazione. A livello individuale, implica apprendimento, emozioni, resistenze, motivazione, identità professionale e capacità di attribuire senso alle trasformazioni in corso.

La conoscenza dei contenuti disciplinari sarà sviluppata attraverso letture, casi, note didattiche, attività sperimentali, role playing, simulazioni e laboratori di studio. Queste attività sono pensate per consentire agli studenti di confrontarsi con problemi organizzativi complessi e di comprendere come i concetti teorici possano essere utilizzati per leggere situazioni concrete. L’apprendimento non si limita quindi alla ricezione di contenuti, ma richiede una progressiva capacità di collegare temi, distinguere livelli di analisi, riconoscere nessi causali, interpretare comportamenti organizzativi e formulare diagnosi fondate.

Le attività sperimentali hanno la funzione di rendere il processo di apprendimento più attivo, riflessivo e applicativo. Attraverso tali attività, gli studenti saranno chiamati ad analizzare materiali, casi e situazioni, a produrre elaborati individuali o di gruppo, a discutere interpretazioni alternative e a rielaborare criticamente quanto appreso. Il lavoro sulle situazioni organizzative consentirà di approfondire i nodi più complessi del cambiamento, come la resistenza, il ruolo della leadership, il coinvolgimento degli attori, la gestione della comunicazione, la costruzione di consenso, la sostenibilità dell’implementazione e il rapporto tra cambiamento pianificato e cambiamento emergente.

Particolare attenzione sarà dedicata alla comprensione della creatività e dell’innovazione come dimensioni integrate nei processi di cambiamento. Gli studenti dovranno essere in grado di riconoscere come le idee innovative emergono, come vengono selezionate, tradotte e implementate, e perché l’innovazione non dipende soltanto dalla generazione di nuove soluzioni, ma anche dalla capacità organizzativa di renderle praticabili, condivise e sostenibili.

CAPACITÀ DI APPLICARE CONOSCENZA E COMPRENSIONE:

Il corso mira a sviluppare negli studenti la capacità di applicare concetti, modelli e strumenti di gestione del cambiamento a situazioni organizzative concrete. Gli studenti dovranno essere in grado di passare dalla comprensione teorica all’analisi applicativa, utilizzando le categorie apprese per interpretare casi, problemi, processi decisionali, dinamiche relazionali e scelte di implementazione.

In particolare, gli studenti dovranno saper diagnosticare una situazione di cambiamento, individuando il problema organizzativo di partenza, le ragioni che rendono necessario il cambiamento, gli obiettivi attesi, gli attori coinvolti, le fonti di supporto e opposizione, le risorse disponibili, i vincoli operativi e le possibili conseguenze nel breve e nel lungo periodo. Dovranno inoltre essere in grado di distinguere tra sintomi e cause profonde, tra problemi tecnici e problemi adattivi, tra resistenze manifeste e resistenze latenti, tra consenso formale e reale adesione al cambiamento.

Le attività sperimentali, le simulazioni, i role playing e la discussione dei casi permetteranno agli studenti di esercitarsi nell’utilizzo operativo degli strumenti di change management. In tali contesti, il docente assume un ruolo di guida e accompagnamento del processo di apprendimento, aiutando gli studenti a far emergere osservazioni significative, a collegare teoria e pratica, a riconoscere la complessità delle situazioni analizzate e a costruire interpretazioni più solide.

Gli studenti saranno chiamati a elaborare proposte di intervento, piani di cambiamento, strategie di comunicazione, modalità di coinvolgimento degli stakeholder, azioni di gestione delle resistenze, strumenti di monitoraggio e criteri di valutazione dell’efficacia. L’obiettivo è sviluppare una capacità applicativa non meccanica, ma situata: non si tratta di applicare un modello in modo rigido, bensì di scegliere e adattare strumenti e concetti in funzione delle caratteristiche specifiche del problema organizzativo.

La capacità di applicare conoscenza e comprensione riguarderà anche la dimensione creativa e innovativa del cambiamento. Gli studenti dovranno saper riconoscere quando un problema richiede una soluzione incrementale e quando richiede una riformulazione più radicale; dovranno saper utilizzare modalità di analisi, ideazione e confronto utili a generare alternative; dovranno saper valutare la praticabilità delle soluzioni innovative rispetto alle condizioni organizzative, culturali, politiche e relazionali del contesto.

AUTONOMIA DI GIUDIZIO:

Il corso intende sviluppare negli studenti la capacità di formulare giudizi autonomi, argomentati e consapevoli sui processi di cambiamento organizzativo. Tale autonomia non consiste nella semplice espressione di opinioni personali, ma nella capacità di costruire valutazioni fondate su teorie, evidenze, dati, casi, letture e analisi delle condizioni organizzative.

Durante il corso saranno esaminati modelli teorici, schemi di cambiamento, casi aziendali e situazioni organizzative complesse attraverso un confronto continuo con i dilemmi della pratica. Gli studenti saranno guidati a interrogarsi su ciò che rende un cambiamento efficace, sostenibile e legittimo; su ciò che produce resistenza, ambivalenza o fallimento; su come leadership, comunicazione, potere, cultura, struttura e relazioni influenzino l’esito dei processi di trasformazione.

L’autonomia di giudizio sarà sviluppata anche attraverso la capacità di riconoscere la pluralità dei punti di vista presenti nei processi di cambiamento. Ogni cambiamento è interpretato in modo diverso da chi lo promuove, da chi lo implementa, da chi lo subisce, da chi lo sostiene, da chi lo ostacola e da chi ne osserva gli effetti. Gli studenti dovranno quindi imparare a leggere il cambiamento non solo dal punto di vista del management, ma anche dalla prospettiva degli attori organizzativi coinvolti, delle loro aspettative, paure, interessi, risorse, vincoli e forme di partecipazione.

Particolare attenzione sarà dedicata alla capacità di distinguere tra cambiamento dichiarato e cambiamento effettivamente praticato, tra innovazione annunciata e innovazione realizzata, tra adesione formale e coinvolgimento sostanziale, tra comunicazione del cambiamento e costruzione condivisa del significato del cambiamento. Gli studenti saranno sollecitati a valutare criticamente le scelte di implementazione, le strategie di leadership, le modalità di coinvolgimento e i criteri attraverso cui un’organizzazione misura il successo di una trasformazione.

Il corso mira inoltre a favorire una riflessione personale sul modo in cui ciascuno interpreta il cambiamento. Attraverso il confronto tra teoria, pratica ed esperienza, gli studenti potranno sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie convinzioni, delle proprie reazioni all’incertezza, delle proprie modalità di relazione con il nuovo e delle risorse personali che possono sostenere o limitare la capacità di guidare processi di cambiamento. Questa riflessione è rilevante perché chi partecipa a un cambiamento non è mai un osservatore neutrale, ma un attore che interpreta, valuta, comunica, influenza e contribuisce a orientare il processo.

ABILITÀ COMUNICATIVE:

Il corso intende sviluppare abilità comunicative coerenti con la complessità dei processi di cambiamento organizzativo. Gestire il cambiamento significa infatti saper comunicare obiettivi, ragioni, rischi, priorità, vincoli, alternative e risultati; significa saper ascoltare reazioni, dubbi e resistenze; significa saper tradurre concetti complessi in messaggi comprensibili per interlocutori diversi; significa saper sostenere una posizione argomentata senza ridurre il confronto a una contrapposizione sterile.

Gli studenti saranno chiamati a partecipare a discussioni, presentazioni, analisi di casi, role playing, simulazioni e attività di gruppo che richiedono l’uso di competenze comunicative orali e scritte. Tali attività hanno l’obiettivo di rafforzare la capacità di esporre un’analisi in modo chiaro, strutturato e coerente; di utilizzare concetti teorici per sostenere una diagnosi; di formulare proposte di intervento comprensibili e motivate; di rispondere a osservazioni e critiche; di collegare il proprio contributo a quello degli altri.

La preparazione delle letture, dei casi e dei materiali assegnati prima delle sessioni costituisce una condizione importante per rendere il percorso di apprendimento più solido e condiviso. Gli studenti sono chiamati a leggere i materiali indicati, a predisporre elaborati e presentazioni quando richiesto, e a utilizzare tali strumenti per partecipare in modo informato alle attività del corso. L’obiettivo non è la semplice esposizione di contenuti, ma la costruzione di una capacità comunicativa orientata all’analisi, alla discussione, alla sintesi e alla rielaborazione critica.

Particolare rilievo sarà attribuito alla capacità di comunicare nei contesti di cambiamento, nei quali i messaggi non sono mai neutri. Una comunicazione efficace deve tenere conto delle diverse posizioni degli attori, delle emozioni generate dal cambiamento, delle possibili percezioni di incertezza o minaccia, dei conflitti interpretativi e della necessità di costruire fiducia. Gli studenti saranno quindi guidati a comprendere che comunicare il cambiamento non significa soltanto informare, ma anche creare condizioni di comprensione, coinvolgimento, legittimazione e apprendimento.

Le attività di presentazione e discussione dei casi consentiranno inoltre di sviluppare la capacità di lavorare su materiali complessi, selezionare le informazioni rilevanti, costruire una diagnosi, proporre un piano d’azione e ricavare lezioni di apprendimento trasferibili ad altre situazioni organizzative. In questo modo, le abilità comunicative saranno strettamente collegate alla capacità di pensiero critico e alla capacità di intervento organizzativo.

CAPACITÀ DI APPRENDIMENTO:

Il corso intende rafforzare la capacità degli studenti di apprendere in modo autonomo, riflessivo e progressivo a partire da teorie, casi, esperienze, esercitazioni e problemi organizzativi complessi. La gestione del cambiamento richiede infatti una capacità di apprendimento continua, perché le situazioni organizzative sono spesso ambigue, dinamiche e non completamente prevedibili.

Gli studenti dovranno sviluppare la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite per interpretare nuove situazioni, riconoscere analogie e differenze tra casi, trasferire concetti da un contesto all’altro, aggiornare le proprie ipotesi interpretative e rivedere le proprie valutazioni alla luce di nuove informazioni. In questo senso, l’apprendimento atteso non riguarda soltanto l’acquisizione di contenuti, ma anche la costruzione di un metodo di analisi.

Per facilitare tale processo, saranno organizzati momenti specifici di lavoro individuale e di gruppo dedicati all’analisi e alla soluzione di problematiche organizzative complesse. Attraverso queste attività, gli studenti potranno esercitare la capacità di leggere un contesto, individuare problemi rilevanti, formulare domande diagnostiche, selezionare strumenti teorici adeguati, costruire proposte di intervento e valutare criticamente gli esiti possibili.

Il percorso di apprendimento è progettato in modo cumulativo. Le conoscenze acquisite nelle prime fasi del corso, relative alla natura del cambiamento organizzativo, ai driver, agli attori e alle forme di trasformazione, saranno progressivamente collegate ai temi della leadership, dell’implementazione, della resistenza, della comunicazione, della cultura, dell’innovazione, della creatività e del cambiamento continuo. In questo modo, gli studenti potranno costruire una visione sempre più integrata dei processi di cambiamento.

La capacità di apprendimento sarà inoltre sostenuta dal confronto tra letture teoriche, casi di studio, attività sperimentali e laboratorio di cambiamento organizzativo. Gli studenti saranno sollecitati a non considerare i materiali del corso come contenuti separati, ma come parti di un unico percorso volto a comprendere come le organizzazioni cambiano, come le persone vivono il cambiamento e come sia possibile progettare interventi più consapevoli, sostenibili e innovativi.

Al termine del corso, gli studenti dovranno essere in grado di proseguire autonomamente l’approfondimento dei temi trattati, utilizzando concetti, strumenti e criteri di analisi appresi per interpretare situazioni organizzative nuove, valutare criticamente iniziative di cambiamento e sviluppare proposte di intervento coerenti con la complessità dei contesti reali.

Prerequisiti

Nessuno

Programma

Il corso si divide in 27 sessioni suddivise in 4 differenti sezioni.
La prima e la seconda sezione, Introduzione al mondo del cambiamento organizzativo e Guidare il cambiamento organizzativo, si focalizzano sulla Leadership del cambiamento dall'alto, i principali tipi e driver di cambiamento organizzativo, ad esempio: strategici, leadership, culturali, strutturali, di proprietà e le comunanze e le differenze tra queste trasformazioni. Alcune di queste sono "lunghe marce" in cui vi sono cambiamenti graduali e incrementali attraverso processi di cambiamento a più fasi. Altri sono "colpi di mano" in cui sono istituiti importanti, brevi cambiamenti e il loro impatto è immediatamente percepito. Alcuni sono cambiamenti per stimolare la crescita e alcuni sono orientati al ridimensionamento e al taglio dei costi. L'obiettivo è ottenere una comprensione sul come questi tipi di trasformazioni si svolgono, sul come i cambiamenti siano stati definiti, sulle fonti di resistenza incontrate e su come i leader siano coinvolti in tutto questo sforzo. E concentreremo l'attenzione sull'impatto del cambiamento sui dipendenti.
La terza sezione, Implementare il cambiamento organizzativo, esaminerà il mondo degli strumenti e delle tecniche di implementazione e gli ingredienti per una gestione del cambiamento di successo.
La quarta sezione, Nuove prospettive sul cambiamento organizzativo, si incentra sulle nuove modalità di cambiamento, al fine di sviluppare le capacità di cambiare: costruire un cambiamento agevole ed efficace, anziché un’introduzione passiva di cambiamenti, e guidare e realizzare dei cambiamenti continui.

Sezione 1: Introduzione al mondo del cambiamento organizzativo
#1 Introduzione al corso e focus sul processo di cambiamento organizzativo
#2 Perché avviene il cambiamento?
#3 Il mondo del cambiamento organizzativo: guidare, implementare e sperimentare il cambiamento e CASO Donna Dubinsky

Sezione 2: Guidare il cambiamento organizzativo
#4 Guidare il cambiamento: cambiamento evolutivo e rivoluzionario e CASO Merrill Lynch Evolution, Revolution, and Sale, 1996-2008
#5 La gestione giorno per giorno del cambiamento
#6 Guidare il cambiamento organizzativo: Quando cambiare? Chi coinvolgere? Approcci di change management e CASO Brandeis University: Selling Art or the Art of Selling
#7 Simulazione di cambiamento
#8 Simulazione di cambiamento
#9 Individuare e creare opportunità di cambiamento organizzativo
#10 Guidare il cambiamento: ingredienti di un cambiamento di successo e CASI Cadbury (A), (B), (C) e (D)
#11 Affrontare le questioni “politiche” associate al cambiamento organizzativo e CASO John Smithers: Change Agent
#12 Guidare il cambiamento: cambiamenti di assetto proprietario e CASI Supervalu, Reader’s Digest, Heinz e HTPG
#13 Sviluppo di una cultura innovativa e CASO IDEO Product Development

Sezione 3: Implementare il cambiamento organizzativo
#14 Implementazione del cambiamento: gestione della comunicazione di una fusione - cosa, quando, come e chi cambiare e CASO AlphaNet e OmegaCom
#15 Implementazione e sperimentare il cambiamento organizzativo e CASO Broadway Brokers
#16 Implementazione del cambiamento dal basso e CASI The Young Change Agents, Susan Baskin e Change Agent in Waiting
#17 Istituire best practices al cambiamento organizzativo e CASO Southwest Airlines: Using Human Resources for Competitive Advantage (A)
#18 Navigare nel cambiamento in mezzo a opinioni e percezioni diverse
#19 Navigare le dinamiche culturali nel cambiamento
#20 Creare il miglior “autoritratto” nel cambiamento organizzativo

Sezione 4: Nuove prospettive sul cambiamento organizzativo
#21 Nuove Prospettive I° e CASO A Summer in Change Management: Implementing a New System Launch
#22 Nuove Prospettive II°
#23 Cambiamento continuo: sviluppare la capacità di cambiamento organizzativo e sostenere le performance a lungo termine
#24 Simulazione di cambiamento
#25 Simulazione di cambiamento
#26 Collaborare non tradizionalmente sulla ricerca del cambiamento organizzativo
#27 Wrap up del corso

Testi Adottati

1) M. A. Beitler, Strategic organizational change: a practitioner's guide for managers and consultants, 2nd ed., Greensboro, 2006
2) D. L., Anderson, Organization development: the process of leading organizational change, Fourth Edition, SAGE, 2017
3) S. Bert, Implementing Organizational Change: Theory Into Practice, 2nd edition, Prentice Hall, 2010
4) J. P. Kotter, D. S. Cohen, Al cuore del cambiamento. Come le persone cambiano le organizzazioni, Etas, 2003
5) J. W. Slocum Jr., D. Hellriegel, Comportamento organizzativo, Hoepli - Collana: Economia, 2010
6) R. Fincham, P. Rhodes, Principles Of Organizational Behaviour, Oxford University Press, 2005

Bibliografia

A) Letture:
1) C. Fredman, 2002. “The IDEO Difference,” pp. 52-57 in Hemispheres, Magazine of United Airlines. August.
2) D.A. Nadler and M.L. Tushman, 1989. “Organizational Frame Bending: Principles for Managing Reorientation,” Academy of Management Executive, 3: 194-204.
3) M. Wheatley, 1994. “Searching for a Simpler Way to Lead Organization” (Introduction), pp.1-13;
4) “The New Scientific Management” (Chapter 8), pp.139-147; in Leadership and the New Science. Berrett-Koehler Publishers, Inc.
5) “Whatever Happened to Mother Merrill?” The New York Times, August 3, 2003.
6) “Putting the Muscle Back in the Bull--Stan O’Neal May Be the Toughest--Some say the most ruthless--CEO in America. Merrill Lynch Couldn’t Be Luckier to Have Him”, Fortune, April 5, 2004.
7) “Subprime Suspect: “The Man Merrill Lynch Loved to Hate” New Yorker, March 31, 2008 (Abbreviated).
8) D.E. Meyerson, 2001. “Radical Change the Quiet Way,” Harvard Business Review. October.
9) Q. N. Huy, 2001. “In Praise of Middle Managers,” Harvard Business Review. September.
10) T. Reay, K. Golden -Biddle and K GermAnn, 2003. “How Nurse Practitioners and Middle Managers are Acting to Create Work Role Changes. Best Papers Proceedings of the Academy of Management in Seattle, Washington.
11) M. Tyre and W. Orlikowski, 1994. “Windows of Opportunity: Temporal Patterns of Technological Adaptation in Organizations,” Organization Science. Volume 5(1): 98-118.
12) (Global Examples): “Mergers That Stick”, HBR, Rosabeth Moss Kanter, Oct 2009, pp. 121-125.
13) “How Can PE Lessons Apply to You”, Chapter from Lessons from Private Equity Any Company Can Use, Gadiesh and MacArthur, 2008.
14) E. H. Schein, 1999. Why Does Corporate Culture Matter? In The Corporate Culture Survival Guide, San Francisco: Jossey-Bass Publishers: 3-58.
15) J. Martin, 2002. “Chapter 4: Single Perspective Theories of Culture,” In Organizational Culture. Sage Publications.
16) R.S. Zander and B. Zander, 2000. Capitolo 3, “Giving an A” and Chapter 4, “Being a Contribution” In The Art of Possibility. Penguin Books.
17) K. Golden-Biddle, T. Reay, C. Witt, S. Petz, A. Casebeer, A. Pablo, and C.R. Hinings, 2003. Toward a Communicative Perspective of Collaborating in Research: The Case of the Researcher-Decision Maker Partnership. Journal of Health Services Research and Policy.
B) Letture consigliate:
1) “Introduction: The Challenge of Change”, Managing Change, Jick and Peiperl, pp. xix-xxvii, 2011, 3rd Edition.
2) “Best Practices in Change Management”, Prosci Benchmarking Report, 2014
3) “Change Management is Bigger than Leadership,” G. Shea and C. Solomon, HBR Blog Network, March 29, 2013, 2.
4) Reading: “How Change Really Comes About”, The Challenge of Organizational Change, Kanter, Jick and Stein, pp. 497-503.
5) “Implementing Change”, Todd Jick (HBS Note, No. 9-491-114).
6) “Why It’s So Hard to Be Fair,” Joel Brockner, HBR, March 2006.
7) “Why Organizations Succeed: Assessing Change Strategy”, The Challenge of Organizational Change, Kanter, Stein and Jick, pp. 490-495
8) “What Successful Transformations Share: McKinsey Global Survey results” McKinsey Quarterly, March 2010.
9) “Tactical Choices”, The Challenge of Organizational Change, Kanter, Jick and Stein, pp. 514-519.
10) “Driving Change Through Corporate Programs,” Boppel, Kunisch, Keil and Lechner, Sloan Management Review, Sept 2013
11) L. Hill, 1995. “Power Dynamics in Organizations,” Harvard Business School Note.
12) B. Oshry, 1993. “Converting Middle Powerlessness to Middle Power: A Systems Approach” In: T. Jick (Ed). Managing Change: pp.401-412
13) “Stirrers and Shakers,” Financial Times, August 2012.
14) “Laying the Foundation for Communicating Change”, Perfect Phrases for Communicating Change, Lawrence Polsky & Antoine Gerschel, 2010, p. 1-17.
15) “The Balance Needed to Lead Change”, Harvard Management Update, Kerry Bunker and M. Wakefield, Nov 2008, pp. 4-6.
16) “The 10 Steps to successful M&A integration”, Bain, Ted Rouse and Tony Frame, Nov 2009.
17) “Can the new CEO end a culture clash after a merger?”, Financial Times, Sept 10, 2008, p. 10.
18) “The Recipients of Change”, HBS, Jick, 1996, 9-491-039.
19) “Leading Transition”, On Leading Change, Bridges and Mitchell, 2002, pp. 33-45.
20) “How to Communicate Layoffs”, Harvard Management Update, Robbins, April 2009, pp. 11-12.
21) “Do you really think we are so stupid?” A letter to the CEO of Deutsche Telecom (A)” 2013 ESMT Case Study.
22) “Meg Whitman Details Layoffs to HP Employees in Internal Video, Thinks HP is ‘Re-Building Credibility’” Matt Burns, May 23, 2012
23) “Leading Change in the Era of Bad News: Dealing with Anger, Distrust, and Revenge in the Workplace”, Prosci Global Conference, Robert J Bies, April, 25, 2010.
24) “Leading From Below”, Wall St. Journal, James Kelly and Scott Nadler, March 3, 2007.
25) “Catalyst for Change: The Impact of Millenials on Organization Culture and Policy” C. Berenguer, J. Delano, and K. Stawarky, Monitor Magazine, 2009, 1- 14.
26) J. Dutton and E. Heaphy, 2003. “Coming to Life: The Power of High Quality Connections at Work”. In K. Cameron, J. Dutton, R. E. Quinn, Positive Organizational Scholarship, San Francisco: Berrett-Koehler.
27) J. H. Gittell, 2001. “Investing in Relationships,” Harvard Business Review, June.
28) “Relationships: The New Bottom Line.“ Roger Lewin and Birute Regine, Weaving Complexity and Business, New York: Textere, 2001.
29) “Where Process Improvements Go Wrong,” Chakravorty, WSJ, Jan 25, 2010
30) “Leadership in a (Permanent) Crisis”, Harvard Business Review, Heifetz, Grashow, and Linsky, July-August 2009, pp. 62-69.
31) “The Business Case Against Revolution—An Interview with Nestle’s Peter Brabeck”, HBR, Feb 2001, pp. 113-119.
32) “The Hard Side of Change Management”, HBR, Sirkin, Keenan and Jackson, Oct 2005, pp. 2-11.
33) “The Globe: Singapore Airlines’ Balancing Act”, HBR, Hercules and Wirtz, July 2010.
34) “Designing Organizations That Are Built to Change”, Chris Worley and Ed Lawler III, MIT Sloan Management Review, Fall 2006, 19-23.
35) “Achieving Successful Strategic Transformation” G. Johnson, G. Yip, and M. Hensmans, MIT Sloan Management Review, March 20, 2012
36) “Change for Change’s Sake”, HBR, Vermeulen et al, June 2010, pp. 70- 76.
C) Casi:
1) Donna Dubinsky
2) Merrill Lynch Evolution, Revolution, and Sale, 1996-2008
3) Brandeis University: Selling Art or the Art of Selling change
4) Cadbury Schweppes: Capturing Confectionary, (A), (B), (C), and (D)
5) John Smithers: Change Agent
6) SuperValu Case: “Private-Equity Investors Show Supervalu Who’s the Boss,” Wall Street Journal, B1-2, Jan 11, 2013.
7) Reader’s Digest: “Impatience,” Forbes, June 16, 2008. (2pp)
8) Heinz: “Brazilian Style—Tightfisted New Owners Put Heinz on a Diet”, Annie Gasparro, WSJ, Feb 11, 2014.
9) “We’re From Private Equity, and We’re Here to Help”, Brendan Greeley, Business Week, May 6, 2012, pp. 55-59.
10) IDEO Product Development
11) AlphaNet and OmegaCom
12) Broadway Brokers
13) The Young Change Agents
14) Susan Baskin: Aspiring Change Agent (A)
15) Change Agent in Waiting
16) Southwest Airlines: Using Human Resources for Competitive Advantage (A)
17) A Summer in Change Management: Implementing a New System Launch
18) Singapore Air-Continuing Service Improvement
D) Altro materiale di studio
Le slide e il materiale didattico del corso sono disponibili sul sito web.

Modalità di svolgimento

Si adotta una modalità didattica mista, che comprende:

Attività sperimentali

Le attività sperimentali rappresentano una componente centrale del percorso di apprendimento, perché consentono agli studenti di confrontarsi con problemi organizzativi complessi e di rielaborare i contenuti del corso attraverso esercizi, analisi, riflessioni strutturate e produzione di elaborati. Esse sono finalizzate a rendere più efficace il rapporto tra conoscenza teorica e applicazione pratica, favorendo la capacità di utilizzare concetti, modelli e strumenti del cambiamento organizzativo in situazioni non puramente astratte.

Le attività sperimentali sono caratterizzate da un’interazione guidata tra docente e studenti, finalizzata a chiarire i nodi concettuali più rilevanti, collegare i diversi temi del corso, approfondire le questioni più complesse e sostenere una rielaborazione consapevole dei materiali studiati. Il docente assume una funzione di orientamento, accompagnamento e ristrutturazione del processo di apprendimento, aiutando gli studenti a trasformare letture, casi e sollecitazioni operative in capacità di analisi e interpretazione.

Il modulo didattico di un’attività sperimentale è articolato in tre momenti principali.

Momento preparatorio

Nel momento preparatorio, il docente seleziona risorse, letture, materiali e indicazioni operative relative al tema affrontato. Tali materiali hanno la funzione di introdurre l’argomento, fornire un framework concettuale di riferimento e orientare il lavoro richiesto agli studenti. La preparazione preliminare permette agli studenti di arrivare alla sessione con una prima comprensione dei problemi trattati, delle categorie analitiche da utilizzare e delle domande da sviluppare.

Momento operatorio

Nel momento operatorio, gli studenti svolgono il compito assegnato e producono materiali che documentano il percorso di apprendimento realizzato. Questa fase richiede la capacità di utilizzare conoscenze già acquisite per affrontare problemi nuovi, collegare concetti teorici a situazioni concrete, individuare nessi tra eventi, attori e decisioni, e costruire una riflessione argomentata. Gli elaborati possono assumere forme diverse, come documenti scritti, presentazioni, mappe concettuali, schemi di diagnosi, narrazioni organizzative, analisi di stakeholder o proposte di intervento, purché siano coerenti con gli obiettivi dell’attività e con i materiali indicati.

Momento ristrutturativo e conclusivo

Nel momento ristrutturativo e conclusivo, il docente valuta e discute i prodotti elaborati dagli studenti, corregge eventuali fraintendimenti, chiarisce i passaggi concettuali più rilevanti e accompagna il gruppo verso una rielaborazione più matura di quanto appreso. Questa fase è particolarmente importante perché consente di trasformare il lavoro svolto in apprendimento consolidato, facendo emergere le connessioni tra l’esperienza analizzata, i modelli teorici del corso e le competenze richieste per comprendere e gestire il cambiamento.

Le attività sperimentali sono quindi orientate a sviluppare negli studenti una capacità di apprendimento attiva e riflessiva. Il loro obiettivo non è soltanto verificare la preparazione sui materiali assegnati, ma favorire la costruzione di un metodo di analisi: riconoscere il problema, interpretarne le cause, individuare gli attori, valutare i vincoli, considerare le alternative, formulare ipotesi di azione e riflettere criticamente sugli effetti possibili del cambiamento.

Role playing

Il role playing, o gioco di ruolo, è una tecnica simulativa che richiede agli studenti di assumere, per un tempo definito, il ruolo di attori coinvolti in una situazione organizzativa. Attraverso questa modalità, gli studenti rappresentano posizioni, interessi, aspettative, vincoli e comportamenti differenti, mentre altri studenti osservano i contenuti, le interazioni e i processi che emergono dalla rappresentazione.

Nel contesto del corso, il role playing è utilizzato per approfondire le dimensioni relazionali, comunicative e politiche del cambiamento organizzativo. I processi di cambiamento, infatti, non dipendono soltanto dalla qualità tecnica del piano predisposto, ma anche dal modo in cui gli attori interpretano il cambiamento, reagiscono alle decisioni, costruiscono consenso o opposizione, negoziano significati, difendono interessi, esprimono paure e ridefiniscono il proprio ruolo dentro l’organizzazione.

Questa tecnica consente di osservare in modo concreto le dinamiche che spesso accompagnano i processi di trasformazione: conflitti tra funzioni, resistenze esplicite o implicite, difficoltà di comunicazione, ambiguità degli obiettivi, divergenze tra livelli gerarchici, tensioni tra esigenze di efficienza e bisogni di riconoscimento, problemi di fiducia e legittimazione. Attraverso la rappresentazione dei ruoli, gli studenti possono comprendere come uno stesso cambiamento possa assumere significati molto diversi a seconda della posizione occupata, delle informazioni disponibili, degli interessi coinvolti e delle esperienze pregresse degli attori.

Il role playing favorisce inoltre un apprendimento basato sull’azione, sull’osservazione e sulla riflessione successiva. Gli studenti che assumono un ruolo sperimentano direttamente la difficoltà di prendere decisioni, comunicare, negoziare, influenzare o reagire in una situazione di cambiamento. Gli studenti che osservano sono chiamati a leggere i comportamenti, individuare le dinamiche relazionali, riconoscere i momenti critici dell’interazione e collegare quanto osservato ai concetti teorici del corso.

La preparazione di una sessione di role playing richiede la lettura attenta dei materiali indicati e la comprensione della situazione organizzativa proposta. Ogni studente deve essere in grado di interpretare il ruolo assegnato o osservato non come semplice parte recitata, ma come posizione organizzativa dotata di obiettivi, vincoli, aspettative e possibili margini di azione. La fase successiva alla simulazione consente di rielaborare l’esperienza, distinguendo ciò che è accaduto sul piano dei contenuti, delle relazioni, della comunicazione e dei processi decisionali.

In questo modo, il role playing contribuisce allo sviluppo di competenze particolarmente rilevanti per la gestione del cambiamento: ascolto, capacità di assumere prospettive diverse, lettura delle dinamiche interpersonali, gestione del conflitto, comunicazione in condizioni di incertezza, comprensione delle resistenze e capacità di riflettere criticamente sui propri comportamenti.

Simulazioni

Le simulazioni consistono nella costruzione o nell’utilizzo di un modello semplificato della realtà organizzativa, attraverso il quale gli studenti possono valutare lo svolgimento dinamico di eventi, decisioni e processi connessi alla progettazione, guida e implementazione di un cambiamento organizzativo. La simulazione permette di osservare come determinate condizioni iniziali, scelte operative, vincoli, risorse e comportamenti degli attori possano produrre conseguenze diverse nel tempo.

Nel corso, le simulazioni sono utilizzate per aiutare gli studenti a comprendere che il cambiamento organizzativo non è mai un evento isolato, ma un processo composto da interdipendenze, sequenze, retroazioni, effetti inattesi e aggiustamenti progressivi. Una decisione apparentemente corretta può generare conseguenze problematiche se non viene considerato il contesto; allo stesso modo, una resistenza può diventare una fonte utile di informazione se viene interpretata non come semplice opposizione, ma come segnale di un disallineamento tra obiettivi, strumenti, tempi e significati del cambiamento.

Attraverso le simulazioni, gli studenti sono chiamati a formulare ipotesi, prendere decisioni, osservare gli effetti delle proprie scelte, confrontare alternative e riflettere sulle condizioni che rendono un intervento più o meno efficace. L’obiettivo non è soltanto individuare la soluzione migliore, ma comprendere il modo in cui le soluzioni si costruiscono, si modificano e vengono valutate dentro un processo organizzativo complesso.

Le simulazioni consentono inoltre di lavorare su aspetti particolarmente rilevanti della gestione del cambiamento, come la definizione delle priorità, la sequenza temporale degli interventi, il coordinamento tra attori, la gestione delle risorse, il monitoraggio degli effetti, la comunicazione delle decisioni, la gestione dei rischi e la valutazione della sostenibilità del cambiamento nel tempo.

Per lo svolgimento delle simulazioni, agli studenti è richiesto di leggere attentamente le indicazioni relative alla sessione e di arrivare preparati rispetto ai materiali di riferimento. Quando previsto, l’utilizzo di un personal computer consente di svolgere le attività operative richieste, elaborare dati, costruire scenari, predisporre documenti di lavoro o partecipare alle esercitazioni in modo coerente con gli obiettivi della simulazione.

Il valore formativo della simulazione risiede nella possibilità di apprendere attraverso l’esperienza controllata di una situazione complessa. Gli studenti possono sperimentare il rapporto tra decisione e conseguenza, tra intenzione e risultato, tra piano e implementazione, sviluppando una maggiore consapevolezza della natura dinamica, incerta e non lineare del cambiamento organizzativo.

Discussione e presentazione di casi

La discussione e presentazione di casi costituisce una modalità didattica fondamentale per collegare i contenuti teorici del corso a situazioni organizzative concrete. I casi sono progettati per consentire agli studenti di applicare modelli, concetti e strumenti di analisi a problemi reali o realistici di cambiamento organizzativo, creatività e innovazione.

Nel percorso del corso, i casi non hanno una funzione puramente esemplificativa. Essi servono a sviluppare la capacità di leggere una situazione complessa, distinguere i fatti rilevanti dalle informazioni secondarie, individuare gli attori coinvolti, comprendere le dinamiche di potere, riconoscere le resistenze, valutare le scelte compiute e formulare possibili linee di intervento. La preparazione e la discussione dei casi non sostituiscono lo studio dei contenuti teorici, ma lo presuppongono e lo rafforzano, perché richiedono di utilizzare la teoria per interpretare e argomentare.

Le domande relative a ciascun caso orientano il lavoro di analisi e aiutano gli studenti a focalizzare l’attenzione sugli aspetti più rilevanti della situazione affrontata. Tali domande devono essere lette con attenzione e utilizzate per predisporre il lavoro di preparazione, in modo da costruire risposte non impressionistiche, ma fondate su dati del caso, concetti del corso e ragionamenti espliciti.

La preparazione dei casi richiede agli studenti di sviluppare una diagnosi della situazione, individuando il problema principale, le sue cause, gli attori rilevanti, le decisioni già prese, le alternative disponibili e le possibili conseguenze delle diverse opzioni. Tale diagnosi deve essere collegata ai temi del corso, come leadership del cambiamento, implementazione, resistenza, comunicazione, cultura organizzativa, innovazione, dinamiche politiche, coinvolgimento degli stakeholder e sostenibilità delle trasformazioni.

La presentazione dei casi consente agli studenti di esercitare la capacità di organizzare un ragionamento in modo chiaro, selezionare le informazioni principali, argomentare una posizione, proporre una soluzione e discutere le implicazioni organizzative delle scelte suggerite. L’obiettivo non è produrre una semplice sintesi del caso, ma costruire un’analisi capace di mostrare come i concetti di cambiamento organizzativo possano aiutare a comprendere il problema e a orientare l’azione.

La discussione dei casi favorisce inoltre il confronto tra interpretazioni diverse. Uno stesso caso può essere letto da prospettive differenti, e proprio questa pluralità consente di sviluppare autonomia di giudizio, capacità argomentativa e consapevolezza della complessità organizzativa. Gli studenti sono sollecitati a sostenere le proprie valutazioni, a rispondere alle osservazioni degli altri, a integrare contributi diversi e a rivedere le proprie ipotesi quando emergono elementi più convincenti.

Attraverso la preparazione e la discussione dei casi, gli studenti sviluppano progressivamente la capacità di individuare i parametri fondamentali di un problema organizzativo, comprendere in profondità la situazione analizzata, collegare il caso ai concetti studiati nel corso e contribuire in modo costruttivo al percorso di apprendimento collettivo. La discussione dei casi diventa così uno spazio di applicazione, confronto e rielaborazione, nel quale la teoria viene utilizzata per interpretare la pratica e la pratica diventa occasione per comprendere meglio la teoria.

Laboratori di studio

I laboratori di studio completano la modalità didattica mista del corso, offrendo agli studenti l’opportunità di lavorare in modo più approfondito su problemi organizzativi complessi e su processi di cambiamento che richiedono diagnosi, progettazione, implementazione e valutazione. Essi sono pensati come spazi di elaborazione progressiva, nei quali gli studenti possono applicare in modo integrato le conoscenze acquisite durante il corso.

Il laboratorio consente di sviluppare competenze di lettura e interpretazione delle situazioni organizzative, con particolare attenzione alla capacità di passare dall’analisi del problema alla costruzione di un possibile intervento. Gli studenti sono chiamati a identificare un cambiamento organizzativo, reale o ragionevolmente osservabile, a ricostruirne il contesto, a individuarne gli obiettivi, a riconoscere gli attori coinvolti, a valutare le condizioni di fattibilità e a riflettere sugli strumenti più adatti per sostenerne l’implementazione.

Il lavoro laboratoriale valorizza il carattere processuale del cambiamento. Gli studenti non si limitano a descrivere una situazione, ma sono guidati a seguirne l’evoluzione, a interrogarsi sui progressi attesi o realizzati, a considerare le reazioni degli attori, a valutare i rischi, a definire criteri di monitoraggio e a collegare continuamente l’esperienza analizzata ai contenuti teorici del corso.

In questo modo, i laboratori di studio contribuiscono a consolidare un apprendimento orientato all’azione riflessiva. Gli studenti imparano a non considerare il cambiamento come una formula da applicare, ma come un processo da comprendere, progettare, accompagnare, correggere e valutare nel tempo. Il laboratorio permette quindi di integrare analisi, creatività, innovazione, capacità comunicativa e consapevolezza organizzativa, rafforzando il legame tra conoscenza teorica e competenza professionale.

Regolamento Esame

Il punteggio della prova d’esame è attribuito mediante un voto espresso in trentesimi. L’esame prevede una prova scritta o una prova orale.
1) Prova scritta (esclusivamente per il primo esame dopo il corso). La durata della prova sarà di 2-3 ore. È possibile utilizzare un PC per la traduzione di eventuali testi in inglese. In questa prima prova saranno assegnati:
a. Un caso di studio con relative domande al fine di guidarne la discussione. Per l’analisi del caso, conseguentemente, sarà richiesto agli studenti di rispondere alle domande utilizzando contenuti specifici e teorie studiate nel corso. Non sarà possibile ottenere punteggi per le risposte contenenti opinioni personali salvo che queste non siano supportate da teorie, studi o altro materiale di testo. E’ inoltre necessario descrivere “come” e “per quale ragione” la teoria richiamata può essere applicata al caso oggetto di studio. Le risposte fornite saranno valutate sulla base sia della quantità, sia della qualità. Le risposte più complete e che dimostreranno un più alto livello di comprensione e di analisi riceveranno valutazioni più elevate.
b. Domande di teoria direttamente collegate ai testi di riferimento. Le domande possono essere aperte, chiuse (multiple choice), o una combinazione dei due modi precedenti.
2) Prova Orale. Nella prova orale possono essere chieste al candidato:
a. Domande di teoria che si riferiscono ai materiali didattici di riferimento .
b. Domande di breve discussione di alcuni incident di cambiamento organizzativo , avanzati oralmente dalla commissione di esame al fine di focalizzare l’attenzione sull'applicazione a situazioni reali i contenuti teorici del corso.

Sia alla prova scritta al primo esame dopo il corso sia alle prove orali per gli esami successivi, gli studenti devono presentare una relazione sul laboratorio di cambiamento organizzativo. Il laboratorio di cambiamento organizzativo ha l'obiettivo di sviluppare le capacità di lettura e interpretazione degli studenti. Durante le attività del laboratorio gli studenti potranno sviluppare autonomamente le dimensioni soft di lettura, interpretazione e intervento in situazioni organizzative complesse. Tramite la valutazione della relazione sul laboratorio, agli studenti sarà permesso di ottenere da -3/+3 punti extra per il voto dell’esame.

La prova di esame sarà valutata secondo i seguenti criteri:
Non idoneo: importanti carenze e/o inaccuratezze nella conoscenza e comprensione degli argomenti; limitate capacità di analisi e sintesi, frequenti generalizzazioni e limitate capacità critiche e di giudizio, gli argomenti sono esposti in modo non coerente e con linguaggio inappropriato;
18-20: conoscenza e comprensione degli argomenti appena sufficiente con possibili generalizzazioni e imperfezioni; capacità di analisi sintesi e autonomia di giudizio sufficienti, gli argomenti sono esposti in modo frequentemente poco coerente e con un linguaggio poco appropriato/tecnico;
21-23: Conoscenza e comprensione degli argomenti routinaria; Capacità di analisi e sintesi corrette con argomentazione logica sufficientemente coerente e linguaggio appropriato/tecnico
24-26: Discreta conoscenza e comprensione degli argomenti; buone capacità di analisi e sintesi con argomentazioni espresse in modo rigoroso ma con un linguaggio non sempre appropriato/tecnico.
27-29: Conoscenza e comprensione degli argomenti completa; notevoli capacità di analisi e sintesi. Buona autonomia di giudizio. Argomenti esposti in modo rigoroso e con linguaggio appropriato/tecnico
30-30L: Ottimo livello di conoscenza e comprensione approfondita degli argomenti. Ottime capacità di analisi, di sintesi e di autonomia di giudizio. Argomentazioni espresse in modo originale e con linguaggio tecnico appropriato.