Food, Wine & Co.

Food Wine & Co. di nuovo a Roma con The Italian Food Experience all'Università di Tor Vergata

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Nell’anno internazionale del cibo italiano, Food, Wine & Co. pone al centro della sua settima edizione il tema dell’esperienza italiana in campo enogastronomico: dalla cultura dello “stare a tavola” alla produzione di prodotti di qualità, dalle strategie di marketing legate al territorio alla comunicazione delle eccellenze “made in Italy”. La cultura della materia prima, l’alta e bassa cucina, il vivere e mangiare all’italiana e le esperienze enogastronomiche in Italia ed in giro per il mondo: queste le materie di interesse del seminario organizzato dal master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media dell’Università di Roma Tor Vergata, di cui il Messaggero è media partner. Un appuntamento poliedrico e formativo, che nell'ateneo vede coinvolti fino ad oggi giovani ed esperti del settore.

Tre giornate di laboratori, confronti e degustazioni ospitate dall’Istituto Luce Cinecittà e Fiera di Roma, all’interno della manifestazione fieristica Mercato Mediterraneo, dove avrà luogo, inoltre, il progetto Generazione Olio legato alla conoscenza dell’olio evo. Ad accompagnare questa ghiotta esperienza culturale, diversi momenti di show-cooking e degustazioni di prodotti appositamente selezionati andranno a soddisfare i palati più ricercati. Non dimentichiamoci però che, come ammonisce Dario Laurenzi, General Manager d Laurenzi Consulting: «Per il consumatore oggi è più importante la soddisfazione derivante dall'esperienza e dalla condivisione di un intrattenimento a 360 gradi offerto da una serata in un locale, piuttosto che il piacere legato all'acquisto di un bene materiale».

Come sta cambiando il panorama legato all’esperienza enogastronomica italiana? Quali sono i nuovi approcci del consumatore al concetto di “cibo”? Come si configura il food&bevarge all’interno del tempo libero? Food, Wine & Co. Si offre come spazio per dibattere sugli hot topic del settore. Perchè se è vero che l’eccellenza italiana enogastronomica può contare su una lunga tradizione ed una indiscussa riconoscibilità mondiale, è altrettanto importante riuscire a capire quali sono i nuovi paradigmi richiesti nei vari settori industriali, come quello del turismo.

“Gli eventi costituiscono un potenziale importantissimo per incrementare i flussi turistici ed il cibo è un elemento di differenziazione del prodotto evento, come ha dimostrato l’esperienza di Expo a Milano, che ha avuto anche un ritorno d’immagine incredibile.” – spiega Claudia Golinelli, vicepresidente di Ega Worldwide Congresses & Events.

Un’altra importante testimonianza sulla forza degli eventi enogastronomici nel territorio italiano la fornisce Monica Paternesi, capo dell' Economia all'Ansa: grazie a una semplice ricerca online appare evidente la moltitudine di eventi legati ad esperienze enogastronomiche regionali, arrivando a 250 diverse offerte in una sola giornata. Eppure siamo ancora agli esordi di questo nuovo settore legato al food e agli eventi, in grado di trasmettere le specificità e le tradizioni del territorio italiano.

Del recupero della tradizione ci parla Stefano Caccavari, fondatore di Mulinum srl, una start up calabrese che si pone l’obbiettivo di difendere e valorizzare il territorio, ma sfruttando i vantaggi dell’innovazione. Oggi la Calabria può vantare l’attività dell’ultimo mulino a pietra della regione. Un progetto reso possibile grazie ad un’operazione di crowdfunding da 72mila euro in 48 ore, e che ha consacrato la sua realizzazione ai principi della bio-edilizia e dello sfruttamento della sola energia rinnovabile. E’ importante parlare di queste esperienze, poiché esse rappresentano dei modelli virtuosi riproducibili: infatti Mulinum si sta già espandendo anche in Toscana e in Puglia, nell’ottica di costruire, un giorno, grande filiera nazionale agricola biologica, lontana dalle importazioni industriali.

“Credo che ci sia della bellezza nel raccontare un’identità attraverso l’esperienza di eventi regionali, come quelli costituiti dalle sagre. Le cose semplici hanno una loro dignità, soprattutto se raccontano una storia o una tradizione. Siamo il paese che maggiormente parla di cibo e che maggiormente ne produce. Oggi dobbiamo iniziare a parlare anche, in maniera futuristica, del cibo che verrà e delle nuove realtà, come quelle dei farmer’s market.” – racconta Francesca Rocchi Barbaria, Coordinatore Culturale di Mercato Mediterraneo. Bisogna puntare l’attenzione sulla qualità delle materie prime e, quindi, anche sull’agricoltura. Suggella il concetto in una frase Dino Scanavino, presidente nazionale di Cia Agricoltori Italiani: "Abbiamo bisogno di agricoltura con agricoltori preparati ed appassionati, che difendano in modo diffuso il patrimonio culturale e di biodiversità di cui il nostro paese deve andar fiero!” “Dobbiamo cercare di capire in che termini possiamo innovare il nostro settore agroalimentare, partendo dall’Italia, da considerare come paese guida, e ragionando su tutto il Mediterraneo.

Marketing e comunicazioni innovative sono viste come leve per dare nuovo impulso ad un settore industriale tipicamente italiano, con migliaia di operatori e migliaia di brand, che finora è stato letto in modo tradizionale teso a commentare costantemente i finanziamenti dall’Unione Europea, ma che merita invece un nuovo slancio a livello mondiale” - chiarisce così il focus della questione la professoressa Simonetta Pattuglia, direttore del Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media di Roma “Tor Vergata” e Responsabile Scientifico e Organizzativo di Food Wine & Co. E se bisogna ripartire dal territorio, come non parlare di un elemento fondamentale per il panorama agricolo, e non solo: l’acqua che Stefano Ricci, General Manager di Acqua Filette, definisce come il “bene più prezioso per l’uomo e che merita la stessa dignità che il mercato riserva al vino e allo champagne”.

Dal versante enologico, invece, porta la sua testimonianza sul vino del futuro Graziana Grassini, enologa Sassicaia, assieme ad Alessandra Muratore, direttore del Museo del Vino WI.MU di Barolo (Cuneo) ed Alberto Mazzoni dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini. Sembra evidente come il prestigio della tradizione italiana legata al vino non è casuale, ma fortemente correlato alla tipicità del nostro territorio. E’ motivo di vanto, ma anche forte leva turistica, anche a livello regionale. Vino e cibo, ma anche vino e musica, come ci insegna l’esperienza del Morellino Classica Festival, raccontato dalle parole di Antonio Bonfilio, direttore creativo del festival, ed Alessio Durazzi, Direttore del Consorzio per la Tutela Morellino di Scansano.

Il Bel Paese, noto per eccellenza e qualità dei prodotti, è però diventato negli anni anche un modello di salute grazie alla dieta Mediterranea, dal 2010 considerata patrimonio Unesco. Daniela Puglielli, fondatrice di Accent Public Relation (Boston) partecipa alla Tavola Rotonda “Marketing e Comunicazioni innovative per i prodotti agroalimentari: nuove rotte culturali nel e per il Mediterraneo?” per raccontarci quali sono i valori e le modalità con le quali comunicare il lifestyle che è stato esportato ed adottato nel mondo come modello nutrizionale di successo. Food, Wine & Co. si propone ancora una volta come contenitori di preziose testimonianze che spaziano dalle ricerche di settore alle soluzioni più innovative, dal racconto delle tradizioni nazionali, come quello di Andrea LaGanga sul mestiere del macellaio attraverso il blog Maremma Che Ciccia, al racconto di realtà lontane come quella Taiwanese raccontata da Luca Alfieri, il quale ci mostra la correlazione tra gastronomia ed immaginario collettivo.

In tema di esperienze di gusto, ringraziamo le performance dello chef Mattia Poggi e alle degustazioni offerte da Casata Mergè, Alce Nero, Gelateria Fiori Rosa di Livorno, Caseificio “Il Fiorino”, Istituto Marchigiano di Tutela Vini, La Via del Sake, Andrea Laganga e la Pasticceria Alfio Neri. I partner che hanno sostenuto l’evento sono: sono Ega Worldwide Congresses & Events, Reti - Public Affairs, CIA – Agricoltori Italiani, Acqua Filette, Alce Nero, ALET – Associazione Laureati Economia Tor Vergata, Alfio Neri, Birra del Borgo, Casata Mergè, Istituto Marchigiano di Tutela Vini, e Yourfuture YF.