Food, Wine & Co.

Food Wine & Co: tradizione e innovazione

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«Si è conclusa da poco la settima edizione di Food Wine & Co., l’evento organizzato dal Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media dell’Università di Roma Tor Vergata che ha visto interessantissimi interventi su un topic ormai emergente, che fa parte della cultura e tradizione italiana: il mondo dell’enogastronomia».

Snap Italy ha avuto il piacere di partecipare alle 6 Master Classes e ad un’interessantissima Tavola Rotonda in collaborazione con il Mercato Mediterraneo presso la Fiera di Roma. Oggi vi raccontiamo gli interessantissimi interventi che si sono svolti durante l’evento Food, Wine & Co.

Dal produttore al consumatore

Le prime due Master Classes hanno voluto sottolineare l’importanza del produttore, che spesso viene trascurato ma che ricopre un’importanza fondamentale per il trattamento della materia prima. Come ha sottolineato Monica Paternesi (Capo Servizio Redazione Economica Ansa), l’industria agroalimentare rappresenta più del 10% la ricchezza del nostro paese. La problematica fondamentale sta nel mettere insieme le tradizioni di ogni regione perché ognuno è “geloso” della sua (in Italia ci sono più di 50 mila sagre) e trova spesso difficoltà ad integrarsi. Siamo la nazione che parla più di cibo al mondo e che sta attento alla linea. Facciamo attenzione persino all’acqua: Stefano Ricci, General Manager dell’Acqua Filette, ha dimostrato insieme al suo team le caratteristiche organolettiche e la purezza di questa sorgente che si trova nel comune di Guarcino, in provincia di Frosinone. Il suo packaging esclusivo, riconosciuto nel mondo dell’alta dell’enogastronomia, lo considera un prodotto eccellente e di classe.

Abbiamo scoperto grazie a Francesca Romani che Eataly ha stilato il manifesto della buona ristorazione per valorizzare le materie prime e l’arte della semplicità che caratterizza molteplici ricette italiane. Questo perché salute e cibo sono un binomio indissolubile e rappresentano la forza della dieta mediterranea, che deriva dal nostro clima e posizione geografica unica.

Abbiamo scoperto grazie a Francesca Romani che Eataly ha stilato il manifesto della buona ristorazione per valorizzare le materie prime e l’arte della semplicità che caratterizza molteplici ricette italiane. Questo perché salute e cibo sono un binomio indissolubile e rappresentano la forza della dieta mediterranea, che deriva dal nostro clima e posizione geografica unica.

A spasso per lo Stivale

Durante la terza Master Classes di Food Wine & Co lo scrittore Pierluigi Ridolfi ci ha portato alla scoperta della cucina nelle corti italiane del Rinascimento: prima i banchetti presentavano una sfarzosità mai vista, tra una portata e l’altra (erano come minimo 10!) vi erano spettacoli teatrali e musicali. I nobili mangiavano tantissima carne e pesce, poca verdura, utilizzavano molte spezie e condimenti. Sono tutti gusti che oggi non piacciono e che non mangeremmo mai, anche perché non abbiamo più enzimi per digerirli…

Segue il racconto di Alfonso Pecoraro Scanio e di come si sia battuto affinché la pizza artigianale napoletana fosse riconosciuta come Patrimonio UNESCO.

Successivamente Graziana Grassini, Enologa Consulente della Tenuta San Guido a Follonica, ha dimostrato come la produzione ed il consumo di vino sia aumentato negli ultimi anni e come l’Italia debba continuare a rispettare il suo territorio, il vitigno e la tradizione. Nel nostro paese si consuma più vino bianco (24,1 %), rispetto al rosso (19,7 %), ma il mercato cinese predilige quest’ultimo perché lo associa alla prosperità e alla fortuna.

“Dalle stalle alle stelle”

Le Master Classes del Food, Wine & Co che seguono ci portano a spasso per lo stivale  alla scoperta di storie incredibili: Stefano Caccavari, un giovane ragazzo destinato ad andarsene dal suo piccolo paesino in provincia di Catanzaro, ha avviato un’attività sfruttando le risorse del suo orto di famiglia, dando alle persone la possibilità di mangiare verdure sane di stagione coltivando il loro piccolo orto in affitto. Ha deciso poi di avviare un “Mulinum”: un laboratorio dove si trasforma il grano in farina macinata a pietra e si produce il vero pane di una volta, puro e con una concentrazione di glutine decisamente minore rispetto a quello che oggi si consuma quotidianamente.

Un altro progetto spaventosamente realizzato in pochissimo tempo è “Sfera Agricola”, una startup maremmana nata da qualche anno grazie all’idea di Luigi Galimberti: si tratta di una serra idroponica tecnologica che produce ortaggi senza utilizzare pesticidi, privi di nichel e soprattutto risparmiando il 90% d’acqua. Abbiamo avuto il piacere di assaggiare il loro prodotto di punta, il Datterino Irresistibile, che sta conquistando l’Italia grazie al suo sapore dolce e gustoso.

Un sogno divenuto realtà si chiama “La Collina dei Ciliegi” ed è stato ideato nel 2005 da Massimo Gianolli, un imprenditore di successo appassionato da sempre al panorama viticolo, che iniziò a produrre sulle colline della Valpantena vini come l’Amarone, il Corvina, il Valpolicella Superiore e vini bianchi, più freschi e delicati come il Lugana e il Garganega. In poco tempo la Collina dei Ciliegi raggiunge risultati brillanti sul mercato italiano attuando diversi co-branding (Gucci, Maserati, TOD’S, A.C. Milan) e decide di aprirsi alle grandi esportazioni, conquistando in primis la Cina, amante delle nostre tradizioni culinarie e della nostra cultura.

Questa è la dimostrazione di come la fiducia nell’Italia e nella capacità di noi italiani di creare cose belle e buone possa portarci alla realizzazione di grandi progetti che, vuoi per l’inventiva, vuoi per le risorse naturali, sono ineguagliabili dal resto del mondo. Tutto ciò e molto altro si chiama Food, Wine & Co.

Maria Giulia Gozzi