Social media, algoritmi e democrazia: il paradosso dell’engagement secondo il Prof. Leonardo Becchetti su Avvenire
#A Economia spiegata ∗ Punto Economia
Che cosa succede quando un algoritmo premia la rabbia?
Nel caso delle piattaforme social, gli algoritmi - progettati per massimizzare l’engagement - tendono a privilegiare contenuti che generano attenzione intensa e immediata, come conflitto e polarizzazione.
Questo meccanismo, un click alla volta, crea una distorsione del dibattito pubblico
e compromette valori democratici fondamentali. Che cosa fare?
Lo spiega Leonardo Becchetti in un articolo sul quotidiano Avvenire
#A Economia Spiegata
Nel suo articolo su Avvenire dell'11 febbraio 2026, il Prof. Leonardo Becchetti del Dipartimento di Economia e Finanza sostiene che i social network, attraverso i loro algoritmi di engagement, stanno lentamente compromettendo la democrazia. I meccanismi alla base delle piattaforme digitali privilegiano infatti contenuti che generano reazioni rapide e intense, come rabbia, conflitto e polarizzazione, dal momento che questi massimizzano il tempo di permanenza degli utenti e quindi i profitti pubblicitari.
Di conseguenza, i contenuti pacati e orientati al dialogo - spiega il Prof. Becchetti nell'articolo "Così i social stanno sabotando la democrazia, un clic alla volta" - vengono sistematicamente penalizzati, mentre quelli aggressivi ottengono maggiore visibilità e diffusione. Questo processo (che premia ciò che genera più like, commenti e condivisioni) non solo altera la qualità del dibattito pubblico, ma crea un ambiente che predilige la negatività e la conflittualità a scapito della riflessione e della conciliazione, con effetti potenzialmente incompatibili con i principi costituzionali di libertà di espressione, uguaglianza di accesso alla sfera pubblica e dignità umana.
Il Prof. Becchetti invita dunque a una regolamentazione trasparente degli algoritmi e a interventi pubblici per garantire che il confronto civile possa competere con regole di trasparenza e su basi eque all’interno dell’arena digitale: "Il modo più efficace per catturare attenzione è far litigare le persone, così gli algoritmi premiano chi litiga. Per questo dobbiamo regolamentare e rendere trasparenti le formule delle piattaforme digitali. [...] la politica e le istituzioni hanno il dovere di intervenire. Perché la democrazia non è solo voto: è relazione, fiducia, capacità di riconoscere l’altro come persona. E nessuna società può restare libera a lungo se l’arena pubblica viene progettata per renderci ogni giorno un po’ più arrabbiati".
(A cura dell'Ufficio Public engagement Economia)
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