Future Day 2025:
il tema dei "futuri possibili" al centro dell'evento promosso dall'ASviS
sotto la guida scientifica del Prof. Enrico Giovannini,
per parlare di alfabetizzazione al domani e di valutazione d’impatto generazionale,
alla presenza di rappresentanti di istituzioni, accademici, esperti e società civile.

Si è svolto a Roma il 2 dicembre 2025, in occasione della Giornata mondiale dei futuri promossa dall’UNESCO, il "Future Day - Un patto sul futuro, anche nell’interesse delle future generazioni”, evento promosso dall’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, co-fondata dall'Università di Roma Tor Vergata.
L'evento ha consentito di promuovere una riflessione sulle possibilità e sulle scelte collettive di lungo periodo attraverso l'analisi e la discussione di temi chiave come l’alfabetizzazione ai futuri nelle scuole, la valutazione d’impatto generazionale delle politiche, la creazione di iniziative innovative come la rete dei Musei dei Futuri. Inoltre, il Future Day 2025 ha costituito un primo passo del percorso verso una Assemblea nazionale sul futuro, prevista per il 2027 e pensata per stimolare l’immaginazione collettiva, soprattutto delle giovani generazioni, coinvolgendo attivamente istituzioni, mondo dell’educazione, media, cultura e innovazione.

Credits: ASviS
Durante i lavori dell'evento, strutturato all'interno del progetto (ideato dal giornalista Riccardo Luna) "Ecosistema Futuro - Un nuovo luogo per plasmare l’Italia e l’Europa di domani”, particolare rilievo ha avuto l’intervento del Prof. Enrico Giovannini del Dipartimento di Economia e Finanza e Direttore Scientifico dell’ASviS.
Il Prof. Giovannini, che ha curato introduzione e chiusura dei diversi panel, ha sottolineato l’urgenza di spostare l’attenzione pubblica e della politica dal breve al lungo periodo per costruire scenari desiderabili, coinvolgendo istituzioni, scuole e giovani e impegnandosi nella promozione di percorsi di educazione ai futuri, rendendo stabili collaborazioni già in corso con il Ministero dell’Istruzione e la Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile-RUS.

“Quando ci siamo dimenticati del futuro? È una domanda che interroga tutte e tutti, in primo luogo la politica” - sono state le parole con le quali il Prof. Giovannini ha dato il via ai lavori del Future Day - “La politica siamo noi. Se qualcun altro decide il nostro futuro, il futuro si occuperà di noi, e in questo periodo non è una buona notizia. [...] Dieci anni fa, quando abbiamo iniziato a lavorare sull’Agenda 2030, quasi nessuno la conosceva, ma non ci siamo scoraggiati. Oggi accade lo stesso con il Patto sul futuro approvato dall’ONU: pochi lo conoscono, ma noi ci crediamo. Immaginare futuri possibili ci aiuta a capire qual è quello desiderabile”.

Preannunciato in occasione del Festival dello Sviluppo sostenibile 2025 (link per rivedere la presentazione), il senso dell'iniziativa è stato spiegato dal Prof. Enrico Giovannini in una intervista su Green Report con queste parole: “Il nostro futuro dipende dalla nostra capacità di immaginarlo. Avevamo quest’idea che oggi diventa realtà grazie all’impegno di persone e imprese. [...] Si tratta di integrare la capacità di costruire scenari nelle politiche pubbliche, così come avviene con successo altrove”. Il progetto generale si muove infatti lungo tre direttrici, quella della ricerca, della formazione e del supporto alle politiche pubbliche, affondando le sue radici nell’articolo 9 della Costituzione italiana, che riconosce gli interessi delle “future generazioni” tra i principi fondamentali della Repubblica, ispirandosi al Patto sul Futuro, approvato dall’ONU nel settembre 2024. Tale documento, che comprende anche la Dichiarazione sulle future generazioni, impegna gli Stati membri a proseguire sulla via dello sviluppo sostenibile, tutelando la salute del Pianeta, promuovendo scienza, innovazione e cooperazione digitale, garantendo i diritti umani e valorizzando il ruolo e gli interessi dei giovani di oggi e di domani.

(A cura dell'Ufficio Public engagement Economia)
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