Un vecchio cellulare può cambiare (e riconnettere) una vita?
Da una idea di Leonardo Becchetti,
Tor Vergata ha dato vita ad una iniziativa di solidarietà contro l’esclusione digitale:
si tratta della campagna di riuso responsabile
"Dona un (vecchio) cellulare. Riconnetti una vita"

Può un telefono inutilizzato diventare uno strumento di inclusione sociale? Può un gesto semplice contribuire a rendere una comunità più equa e sostenibile? Con queste domande si è aperta il 17 giugno 2026, presso il Rettorato dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, la campagna solidale “Dona un (vecchio) cellulare, riconnetti una vita”, ideata dal Prof. Leonardo Becchetti del Dipartimento di Economia e Finanza, in collaborazione con l'Oratorio della Chiesa di San Francesco Saverio del Caravita di Roma, realtà quotidianamente impegnata nel sostegno alle fasce più fragili.

Come ultimo appuntamento estivo del ciclo di incontri di Ateneo "Sprizzzzy...amoci - Fuori programma" dedicati a tutta la Comunità di Tor Vergata, la campagna è stata promossa dal Prorettorato alle Politiche di Innovazione Sociale, dal Prorettorato all'Ambiente, alla Sostenibilità e alla Transizione energetica, dal Comitato per l'attuazione della Mission e Vision di Ateneo e dalla Divisione Sviluppo Organizzativo.

Al cuore dell'evento la raccolta di cellulari funzionanti non più utilizzati, da destinare a persone in condizioni di fragilità economica e sociale: un modo per fare in modo che un cellulare rappresenti molto più di un oggetto tecnologico.
"Nella vita quotidiana il telefono cellulare è diventato una vera infrastruttura di cittadinanza - commenta il Prof. Becchetti - Attraverso uno smartphone si accede ai servizi sanitari, alle prestazioni sociali, alle opportunità di lavoro, alle comunicazioni con le istituzioni e alle relazioni personali": per chi vive una situazione di vulnerabilità, non possedere un dispositivo funzionante significa dunque spesso essere escluso da opportunità essenziali. Un’esclusione silenziosa, difficile da vedere, ma con conseguenze concrete sulla qualità della vita.
Cosa accade invece quando un oggetto in disuso incontra un bisogno reale? Accade che un vecchio cellulare possa trasformarsi in uno strumento di autonomia, dignità e partecipazione.
Quanti dispositivi dimenticati nei cassetti potrebbero tornare a essere strumenti di inclusione? Quante opportunità possono nascere da una semplice donazione? La campagna "Dona un (vecchio) cellulare" ha sperimentato una prima occasione per dare una risposta concreta a queste domande, ricordando che anche un piccolo gesto può contribuire a costruire una società più giusta, sostenibile e attenta ai diritti di tutti.
La campagna lanciata il 17 giugno ha invitato studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo a compiere un gesto semplice, ma significativo: donare un dispositivo non più utilizzato, in modo da rimetterlo in circolo e raggiungere chi ne ha bisogno. Un esempio concreto di come la solidarietà possa generare valore sociale partendo da azioni quotidiane.

Solidarietà, ma anche sostenibilità. L'iniziativa nasce proprio dall'incontro tra inclusione sociale ed economia circolare. Da una parte, vuole contribuire a contrastare la povertà digitale; dall'altra, intende promuovere il riuso responsabile dei dispositivi elettronici, riducendo la produzione di rifiuti tecnologici e prolungando il ciclo di vita degli oggetti.
Con queste parole il Prof. Leonardo Becchetti spiega con maggior dettaglio i perché di questa iniziativa: "Nel lavoro ad uno sportello di ascolto contro la povertà ci siamo accorti che il cellulare è ormai un bene essenziale. Un numero di telefono attivo può fare la differenza tra essere richiamati per un colloquio di lavoro o perdere un’opportunità, tra completare una pratica o restare bloccati, tra mantenere un legame familiare o scivolare nell’isolamento, tra accedere a un servizio e rimanerne fuori. In molti casi, dunque, il cellulare non è un bene accessorio, ma una dotazione minima di autonomia personale e sociale. Per questo abbiamo pensato di organizzare una raccolta volontaria di cellulari usati, indirizzata innanzitutto alla comunità dei docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti di Tor Vergata. L'iniziativa, immediatamente abbracciata dalla Prorettrice all'Innovazione sociale Prof.ssa Rosaria Alvario che ne ha coordinato la messa in campo col prezioso supporto di personale dell'Amministrazione centrale e studenti volontari del Corso di Infermieristica, abbina a quest'aspetto sociale elementi di economia circolare, perchè prolunga la vita utile dei dispositivi e riduce i rifiuti elettronici. E' una prospettiva win-win, in cui tutti vincono".
Il 17 giugno è stato solo il primo passo: l'evento di lancio ha rappresentato l'avvio di un percorso che punta a coinvolgere sempre più persone in una rete di collaborazione capace di trasformare risorse inutilizzate in opportunità concrete. Perché una comunità realmente connessa non è quella che dispone della tecnologia più avanzata, ma quella che riesce a mettere le proprie risorse al servizio di chi rischia di rimanere indietro.
(A cura dell'Ufficio Public Engagement Economia)
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