Facoltà di Economia

Lucia LeonelliProf.ssa Lucia Leonelli
Preside della Facoltà

La Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" è un centro di formazione e di ricerca di eccellenza, riconosciuto a livello nazionale ed internazionale, ed è costituito da due dipartimenti: Economia e Finanza e Management e Diritto.

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La Facoltà di Economia è costituita dai dipartimenti:

Dipartimento di Economia e Finanza

Prof. Alberto Iozzi
Direttore

Dipartimento di Management e Diritto

Prof.ssa Martina Conticelli
Direttore

Iscrizioni e Trasferimenti

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Terza Missione

La Facoltà di Economia, da sempre impegnata a favore della crescita del tessuto socioeconomico italiano e nella cooperazione internazionale, declina la sua cd Terza missione attraverso attività di valorizzazione delle conoscenze, impegnandosi in una ricerca di eccellenza utile a fini produttivi, capace di favorire l’avanzamento della conoscenza, dei saperi culturali, scientifici e tecnologici. L'obiettivo è contribuire a migliorare il benessere della società, attraverso una formazione di qualità, la creazione di partnership istituzionali e progetti con le imprese e per il territorio, il supporto della proprietà intellettuale e dell’imprenditorialità, il placement dei propri laureati, la promozione di iniziative volte a garantire sviluppo sostenibile, innovazione sociale, civic engagement e resilienza.

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Dal governo dell’AI alla responsabilità educativa: un racconto di Ricerca-Azione di Matteo Cristofaro

#Ricerca-Azione, FormAzione

Se un algoritmo è in grado di produrre un piano strategico credibile in pochi secondi,

dove risiede oggi il valore del manager?

Le risposte arrivano dalle business school, che stanno già sperimentando l'impatto dell'IA generativa su valutazione, merito e responsabilità.
Perché l'IA generativa non è solo un "altro" strumento educativo.

Rimodella il modo in cui la conoscenza viene creata, valutata e legittimata.

La vera sfida è dunque imparare a gestire responsabilmente l'IA generativa, anche e soprattutto nei diversi contesti educativi.

Lo spiega il Prof. Matteo Cristofaro che con IFSAM ha contribuito alla elaborazione di un Vademecum sull'IA generativa nella formazione manageriale, dimostrando che il vero valore non risiede negli output prodotti dagli algoritmi, ma nel giudizio umano che li interpreta, li valuta e, in ultima analisi, se ne assume la responsabilità.

 

 

Negli ultimi anni, l’Intelligenza Artificiale (IA) generativa è entrata con forza nel dibattito sulla formazione manageriale, spesso oscillando tra entusiasmo tecnologico e preoccupazioni etiche. Per Matteo Cristofaro del Dipartimento di Management e Diritto la questione non è mai stata se adottare o meno l’AI, bensì come governarla.

Nel ruolo di Vice President for Education dell’International Federation of Scholarly Associations of Management (IFSAM), una federazione che riunisce accademie e associazioni di management di tutto il mondo, il Prof. Cristofaro si è confrontato con sistemi educativi molto diversi tra loro, accomunati però da una stessa urgenza: integrare l’AI generativa senza svuotare di significato il giudizio umano, la responsabilità e l’integrità accademica.

È da questo confronto internazionale che ha preso forma il Vademecum on Generative Artificial Intelligence in Management Education, promosso dalla Commissione Educazione di IFSAM. Più che un documento normativo, il Vademecum nasce come uno strumento di orientamento: una bussola pensata per aiutare università e business school a evitare approcci improvvisati o puramente tecnicistici all’AI.

Nel lavoro di coordinamento e sviluppo del Vademecum, Matteo Cristofaro ha contribuito a portare una prospettiva che unisce ricerca, didattica e governo delle organizzazioni. L’idea di fondo è semplice, ma radicale: l’AI non sostituisce il giudizio, lo rende più visibile. Quando un algoritmo entra nei processi di apprendimento e valutazione, ciò che conta non è l’output prodotto, ma la capacità di interpretarlo, contestualizzarlo e assumerne la responsabilità.

Questa visione si è tradotta anche nel Generative AI Integration Framework in Management Education (GIFME), una cornice di integrazione circolare e riflessiva sviluppata all’interno del Vademecum. Il framework invita le istituzioni a pensare l’AI non come un “tool in più”, ma come un elemento che attraversa governance, progettazione dei corsi, pratiche didattiche, valutazione, sviluppo delle competenze e coinvolgimento degli stakeholder.

Queste direzioni di impegno e di confronto sono racchiuse nell’articolo pubblicato con Kate Black e Salvatore Moccia su Economia & Management Plus, in cui il messaggio del Vademecum viene declinato in chiave manageriale: ciò che oggi le business school stanno sperimentando anticipa le sfide che imprese e leader stanno già affrontando nel governo dell’AI. In questo contributo divulgativo, l’attenzione si sposta dalle regole ai comportamenti, dalle tecnologie alle decisioni. Secondo Matteo Cristofaro, se un algoritmo può produrre rapidamente analisi e soluzioni plausibili, il valore del manager non risiede più nella velocità di produzione, ma nella qualità del giudizio, nella capacità di fare le domande giuste e di rispondere delle conseguenze.

Raccontare questo percorso di studio, ricerca e azione significa anche valorizzare il ruolo dell’università come spazio di anticipazione e riflessione critica: la formazione manageriale non rappresenta solo un luogo di trasferimento di competenze, ma un laboratorio in cui si costruiscono i criteri con cui, domani, verranno governate tecnologie sempre più pervasive: "In questo senso, l’esperienza internazionale maturata in IFSAM e il legame con l’Università di Roma Tor Vergata - spiega il Prof. Cristofaro - convergono in un messaggio comune: l’innovazione tecnologica ha senso solo se accompagnata da responsabilità, trasparenza e profondità cognitiva. Un messaggio che nasce in ambito education, ma che parla direttamente alla società e al management contemporaneo".

 

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