Polarizzazione dei social media:
perché, quali effetti e cosa fare?
I risultati di uno studio del Prof. Francesco Sobbrio raccontati su La Voce.info chiariscono come gli algoritmi delle piattaforme digitali non siano “neutrali” e spingano il dibattito pubblico verso gli estremi, generando disinformazione, radicalizzazione e deterioramento del confronto democratico.
Una soluzione possibile?
Una “tassa sui like” come strumento per correggere un "fallimento di mercato", preservando democrazia e pluralismo, senza limitare la libertà di espressione.
Ma non solo.
Un chiaro esempio di come la Ricerca economica di eccellenza possa offrire un contributo concreto a servizio della Società.

Come mai sui social il dibattito è così (crescentemente) conflittuale? Perché i social media, nati per favorire il confronto e l’informazione, spesso finiscono per amplificare solo le voci più estreme? In che modo le regole di visibilità degli algoritmi incidono sui processi democratici, spostando gradualmente (anche senza che ce ne accorgiamo) il dibattito pubblico verso una radicalizzazione delle posizioni, creando ostilità verso chi la pensa diversamente? È possibile ridurre la polarizzazione online senza limitare la libertà di espressione o censurare i contenuti? Come può una “tassa sui like” aiutare a bilanciare interessi delle piattaforme e benessere della sfera pubblica?
Risponde a queste domande il Prof. Francesco Sobbrio del Dipartimento di Economia e Finanza, offrendo in un articolo su La Voce.info una diagnosi chiara di come le regole di visibilità degli algoritmi incidano sui processi democratici.
L’articolo “Una tassa sui like contro la polarizzazione delle posizioni”, scritto assieme a Fabrizio Germano e Vicenç Gómez, spiega come gli algoritmi dei social media, premiando le interazioni più emotive e conflittuali, amplifichino la polarizzazione politica e la distorsione del dibattito pubblico, producendo un processo di progressivo “spiazzamento della verità”.
Illustrando in modo divulgativo i risultati di un recente lavoro di ricerca pubblicato su Journal of Public Economics, gli autori chiariscono che il problema non è solo nei contenuti, ma nelle “regole di visibilità” degli algoritmi, che premiano le interazioni forti (like, condivisioni, commenti) e quindi spingono in alto messaggi emotivi, divisivi e polarizzanti, spostando gradualmente il dibattito pubblico verso gli estremi: “[...] quando i social danno più peso a 'like', condivisioni, commenti e altre interazioni attive – rispetto a segnali passivi come visualizzazioni o click – il coinvolgimento degli utenti aumenta, ma al prezzo di più disinformazione e maggiore polarizzazione politica [...]”.
Come correggere questa distorsione? Attraverso una soluzione di policy che non cancelli contenuti, ma modifichi gli incentivi delle piattaforme. La proposta del Prof. Sobbrio è di natura pigouviana: una “tassa sui like”, interpretata come possibile strumento per disincentivare la diffusione di contenuti estremi, senza incidere sulla libertà d’espressione, e per riequilibrare gli incentivi delle piattaforme a favore di una sfera pubblica più moderata e informata.
Non solo: Francesco Sobbrio sottolinea l'opportunità di un contestuale intervento di promozione di progetti educativi, avanzando l’ipotesi di utilizzare i proventi della tassa per finanziare programmi di educazione digitale nelle scuole, in modo da rafforzare la capacità critica dei giovani rispetto ai contenuti online.
Mettendo così la Ricerca economica al servizio del policy making, della democrazia e della responsabilità digitale.
(A cura dell'Ufficio Public engagement Economia)
Per saperne di più:
- Fabrizio Germano, Vicenç Gómez e Francesco Sobbrio, "Una tassa sui like contro la polarizzazione delle posizioni", La Voce.info, 10 aprile 2026
- Fabrizio Germano, Vicenç Gómez, Francesco Sobbrio, "Ranking for engagement: How social media algorithms fuel misinformation and polarization", Journal of Public Economics, Vol. 255, March 2026.
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