Facoltà di Economia

Lucia LeonelliProf.ssa Lucia Leonelli
Preside della Facoltà

La Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" è un centro di formazione e di ricerca di eccellenza, riconosciuto a livello nazionale ed internazionale, ed è costituito da due dipartimenti: Economia e Finanza e Management e Diritto.

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La Facoltà di Economia è costituita dai dipartimenti:

Dipartimento di Economia e Finanza

Prof. Alberto Iozzi
Direttore

Dipartimento di Management e Diritto

Prof.ssa Martina Conticelli
Direttore

Iscrizioni e Trasferimenti

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Terza Missione

La Facoltà di Economia, da sempre impegnata a favore della crescita del tessuto socioeconomico italiano e nella cooperazione internazionale, declina la sua cd Terza missione attraverso attività di valorizzazione delle conoscenze, impegnandosi in una ricerca di eccellenza utile a fini produttivi, capace di favorire l’avanzamento della conoscenza, dei saperi culturali, scientifici e tecnologici. L'obiettivo è contribuire a migliorare il benessere della società, attraverso una formazione di qualità, la creazione di partnership istituzionali e progetti con le imprese e per il territorio, il supporto della proprietà intellettuale e dell’imprenditorialità, il placement dei propri laureati, la promozione di iniziative volte a garantire sviluppo sostenibile, innovazione sociale, civic engagement e resilienza.

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I perché di una tassa sui “like” per un’informazione meno polarizzata: le evidenze della ricerca di Francesco Sobbrio su LaVoce.info

#A Economia spiegata, #PuntoE

Polarizzazione dei social media:

perché, quali effetti e cosa fare?

I risultati di uno studio del Prof. Francesco Sobbrio raccontati su La Voce.info chiariscono come gli algoritmi delle piattaforme digitali non siano “neutrali” e spingano il dibattito pubblico verso gli estremi, generando disinformazione, radicalizzazione e deterioramento del confronto democratico.
Una soluzione possibile?

Una “tassa sui like” come strumento per correggere un "fallimento di mercato", preservando democrazia e pluralismo, senza limitare la libertà di espressione.
Ma non solo.

Un chiaro esempio di come la Ricerca economica di eccellenza possa offrire un contributo concreto a servizio della Società.

 


Come mai sui social il dibattito è così (crescentemente) conflittuale?
Perché i social media, nati per favorire il confronto e l’informazione, spesso finiscono per amplificare solo le voci più estreme? In che modo le regole di visibilità degli algoritmi incidono sui processi democratici, spostando gradualmente (anche senza che ce ne accorgiamo) il dibattito pubblico verso una radicalizzazione delle posizioni, creando ostilità verso chi la pensa diversamente? È possibile ridurre la polarizzazione online senza limitare la libertà di espressione o censurare i contenuti? Come può una “tassa sui like” aiutare a bilanciare interessi delle piattaforme e benessere della sfera pubblica?

Risponde a queste domande il Prof. Francesco Sobbrio del Dipartimento di Economia e Finanza, offrendo in un articolo su La Voce.info una diagnosi chiara di come le regole di visibilità degli algoritmi incidano sui processi democratici.

L’articolo “Una tassa sui like contro la polarizzazione delle posizioni”, scritto assieme a Fabrizio Germano e Vicenç Gómez, spiega come gli algoritmi dei social media, premiando le interazioni più emotive e conflittuali, amplifichino la polarizzazione politica e la distorsione del dibattito pubblico, producendo un processo di progressivo “spiazzamento della verità”.

Illustrando in modo divulgativo i risultati di un recente lavoro di ricerca pubblicato su Journal of Public Economics, gli autori chiariscono che il problema non è solo nei contenuti, ma nelle “regole di visibilità” degli algoritmi, che premiano le interazioni forti (like, condivisioni, commenti) e quindi spingono in alto messaggi emotivi, divisivi e polarizzanti, spostando gradualmente il dibattito pubblico verso gli estremi: “[...] quando i social danno più peso a 'like', condivisioni, commenti e altre interazioni attive – rispetto a segnali passivi come visualizzazioni o click – il coinvolgimento degli utenti aumenta, ma al prezzo di più disinformazione e maggiore polarizzazione politica [...]”.

Come correggere questa distorsione? Attraverso una soluzione di policy che non cancelli contenuti, ma modifichi gli incentivi delle piattaforme. La proposta del Prof. Sobbrio è di natura pigouviana: una “tassa sui like”, interpretata come possibile strumento per disincentivare la diffusione di contenuti estremi, senza incidere sulla libertà d’espressione, e per riequilibrare gli incentivi delle piattaforme a favore di una sfera pubblica più moderata e informata.

Non solo: Francesco Sobbrio sottolinea l'opportunità di un contestuale intervento di promozione di progetti educativi, avanzando l’ipotesi di utilizzare i proventi della tassa per finanziare programmi di educazione digitale nelle scuole, in modo da rafforzare la capacità critica dei giovani rispetto ai contenuti online.

Mettendo così la Ricerca economica al servizio del policy making, della democrazia e della responsabilità digitale.

(A cura dell'Ufficio Public engagement Economia)

 

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