Facoltà di Economia

Lucia LeonelliProf.ssa Lucia Leonelli
Preside della Facoltà

La Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" è un centro di formazione e di ricerca di eccellenza, riconosciuto a livello nazionale ed internazionale, ed è costituito da due dipartimenti: Economia e Finanza e Management e Diritto.

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La Facoltà di Economia è costituita dai dipartimenti:

Dipartimento di Economia e Finanza

Prof. Alberto Iozzi
Direttore

Dipartimento di Management e Diritto

Prof.ssa Martina Conticelli
Direttore

Iscrizioni e Trasferimenti

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Terza Missione

La Facoltà di Economia, da sempre impegnata a favore della crescita del tessuto socioeconomico italiano e nella cooperazione internazionale, declina la sua cd Terza missione attraverso attività di valorizzazione delle conoscenze, impegnandosi in una ricerca di eccellenza utile a fini produttivi, capace di favorire l’avanzamento della conoscenza, dei saperi culturali, scientifici e tecnologici. L'obiettivo è contribuire a migliorare il benessere della società, attraverso una formazione di qualità, la creazione di partnership istituzionali e progetti con le imprese e per il territorio, il supporto della proprietà intellettuale e dell’imprenditorialità, il placement dei propri laureati, la promozione di iniziative volte a garantire sviluppo sostenibile, innovazione sociale, civic engagement e resilienza.

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Dalla Ricerca di eccellenza alle Nazioni Unite: uno studio di Francesco Sobbrio nel Preliminary Report of the Independent International Scientific Panel on AI dell'ONU

#Ricerca-Azione, FormAzione

Quanto rapidamente e come l’Intelligenza Artificiale sta cambiando il mondo? E cosa sarà domani? Quanto rischiamo di essere impreparati nel capirla e regolamentarla in un futuro sempre più prossimo? Che cosa fare?

"Il mondo non può governare ciò che non comprende”: così ha dichiarato il Segretario Generale della Nazioni Unite António Guterres alla presentazione del "Preliminary Report of the Independent International Scientific Panel on AI: Evidence based assessment of opportunities, risks and impacts of AI", l'iniziativa che l’ONU ha lanciato recentemente su scala planetaria. Si tratta della prima valutazione scientifica globale e indipendente delle opportunità, dei rischi e degli impatti dell’IA.

"La Scienza è qui per dare risposte", perchè - in uno scenario in mutazione a ritmi sempre più veloci - per guidare le decisioni globali occorre capire, ricostruendo prima di tutto una base scientifica condivisa e aggiornata, fondata su analisi e evidenze solide, in grado di supportare governi e istituzioni a compiere scelte urgenti e fissare nuove regole.

Alcune risposte arrivano, tra i lavori di ricerca menzionati nel Rapporto, proprio da uno studio del 2025 del Prof. Francesco Sobbrio, che affronta una delle questioni centrali per il disegno della governance futura dell'IA: come gli algoritmi che decidono quali contenuti mostrare alle persone possano influenzare informazione, opinione pubblica e democrazia.

 

Se l'intelligenza artificiale deve essere potente, deve essere governata. Se ci si deve fidare dell'IA, chi la crea deve risponderne. Se l'IA deve essere globale, deve essere equa. E se l'IA deve servire il futuro, non deve consumarlo [...] Più l'IA avanza in assenza di regole condivise, minore sarà il potere decisionale di governi e cittadini sugli esiti di questo processo. Pertanto, il mio messaggio ai governi è semplice: non aspettate”.  

Con queste parole il Segretario generale ONU António Guterres ha aperto la Conferenza stampa di lancio del "Preliminary Report dell'Independent International Scientific Panel on AI", la prima valutazione scientifica indipendente promossa dalle Nazioni Unite sulle capacità, le opportunità, i rischi e gli impatti dell'Intelligenza Artificiale. 

Perché gli interrogativi cruciali sono: la cooperazione internazionale sarà in grado di stare al passo con la velocità dell'innovazione tecnologica? Tutti i Paesi saranno capaci di sviluppare le capacità necessarie per gestire adeguatamente questa tecnologia e condividerne i benefici?

Per capire cosa fare, per “[…] colmare il divario di conoscenze sull'IA e valutare i reali impatti di questa tecnologia sulle economie e sulle società […], questo Rapporto offre una risposta. Le basi scientifiche ci sono. Non possiamo più dire di non sapere. Ciò che ne faremo dipende ora da tutti noi”, ha spiegato Guterres.

Il documento, elaborato da un gruppo di 40 esperti internazionali istituito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con risoluzione 79/325 del 2025, ha dunque puntato a fornire ai Governi una base di conoscenze condivisa e fondata su evidenze scientifiche, dando avvio ad un processo sinergico di analisi e riflessione per sostenere il dibattito globale sulla governance dell'IA, come punto di partenza per il primo Global Dialogue on AI Governance dell’ONU: in poche parole, trasformare i saperi in azioni condivise, riunendo tutte le Nazioni attorno allo stesso tavolo in occasione del Summit sul Futuro.

Se l’obiettivo è dunque comprendere, capire rischi e benefici, interpretare le possibili evoluzioni, disegnare possibili interventi, il Rapporto dell'ONU richiama e sintetizza la migliore letteratura scientifica disponibile sugli effetti dell'IA e, tra i temi, sull’impatto delle piattaforme digitali sulle dinamiche democratiche e sull'informazione.

Insieme ad altri lavori pubblicati su prestigiose riviste internazionali (come Science), ai documenti del Council of Europe e dell'OECD, il Panel di esperti ONU ha menzionato un recente studio del Prof. Francesco Sobbrio dal titolo “Ranking for engagement: How social media algorithms fuel misinformation and polarization” come una delle evidenze scientifiche a sostegno di un'affermazione più ampia: l'IA generativa e gli algoritmi di raccomandazione possono incidere sulla qualità del dibattito pubblico e sui processi democratici, se progettati esclusivamente per ottimizzare metriche commerciali.

All’interno della sezione dedicata a “Human rights, information and democracy” del Capitolo 3 (Findings by domain), il Rapporto ONU focalizza infatti l’attenzione in particolare sull'ecosistema dell'informazione, la libertà di espressione e opinione, la partecipazione civica, i diritti in una società democratica. Il documento richiama, tra gli altri, il working paper del 2025 di Francesco Sobbrio, scritto con Fabrizio Germano e Vicenç Gómez (p. 37, nota 255), in cui viene proposto un modello economico e computazionale che mostra come gli algoritmi ottimizzati per massimizzare l'engagement (clic, condivisioni, tempo di permanenza) possano produrre un “effetto collaterale sistematico”: se contenuti più divisivi generano più coinvolgimento, l'algoritmo tende a promuoverli. Il risultato è una maggiore visibilità di contenuti estremi, aumento del rischio di disinformazione, fino alla polarizzazione ideologica tra gli utenti.

Aspetti questi estremamente rilevanti per la “missione” dell'iniziativa ONU, dal momento che la ricerca del Prof. Francesco Sobbrio affronta uno degli aspetti centrali della governance futura dell'IA: come gli algoritmi che decidono quali contenuti mostrare alle persone possano influenzare informazione, opinione pubblica e, non da ultima, democrazia.

(A cura dell'Ufficio Public engagement Economia)

 

Per saperne di più:

 

Per ulteriori menzioni del working paper:

 

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