Facoltà di Economia

Lucia LeonelliProf.ssa Lucia Leonelli
Preside della Facoltà

La Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" è un centro di formazione e di ricerca di eccellenza, riconosciuto a livello nazionale ed internazionale, ed è costituito da due dipartimenti: Economia e Finanza e Management e Diritto.

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La Facoltà di Economia è costituita dai dipartimenti:

Dipartimento di Economia e Finanza

Prof. Alberto Iozzi
Direttore

Dipartimento di Management e Diritto

Prof.ssa Martina Conticelli
Direttore

Iscrizioni e Trasferimenti

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Terza Missione

La Facoltà di Economia, da sempre impegnata a favore della crescita del tessuto socioeconomico italiano e nella cooperazione internazionale, declina la sua cd Terza missione attraverso attività di valorizzazione delle conoscenze, impegnandosi in una ricerca di eccellenza utile a fini produttivi, capace di favorire l’avanzamento della conoscenza, dei saperi culturali, scientifici e tecnologici. L'obiettivo è contribuire a migliorare il benessere della società, attraverso una formazione di qualità, la creazione di partnership istituzionali e progetti con le imprese e per il territorio, il supporto della proprietà intellettuale e dell’imprenditorialità, il placement dei propri laureati, la promozione di iniziative volte a garantire sviluppo sostenibile, innovazione sociale, civic engagement e resilienza.

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“Contare ciò che conta”: il Prof. Enrico Giovannini presenta su Avvenire il nuovo Rapporto ONU sul benessere equo, inclusivo e sostenibile

#A Economia spiegata

Lo stato di salute delle società? Per misurarlo, l’ONU ha uno strumento "oltre il PIL".

Lo spiega Enrico Giovannini in un articolo su Avvenire

dedicato a illustrare il nuovo Rapporto "Contare ciò che conta".

 

 

"L’aumento del PIL non si trasforma automaticamente - scrive il Prof. Giovannini sulle pagine di Avvenire - in benessere delle persone: uno sviluppo intensivo genera enormi danni ambientali, i cui danni sono pagati dai più poveri. Mercati non concorrenziali e politiche sbagliate rendono aumentano di disuguaglianze tra ricchi e poveri; e così via. E questa è esattamente la condizione in cui ci troviamo a livello globale, con uno sviluppo chiaramente insostenibile [...]". E allora che fare?

Lo chiarisce il nuovo Rapporto delle Nazioni Unite “Counting What Counts: A Compass of Progress for People and Planet”, in cui 14 esperti internazionali - tra i quali il Prof. Enrico Giovannini - propongono indicatori di benessere equo per un’idea (più umana) di progresso.

"Da ieri pomeriggio - è il commento su Avvenire del Prof. Giovannini - gli Stati membri dell’ONU hanno la possibilità di cambiare strada. Infatti, è stato presentato il Rapporto 'Contare ciò che conta'. Un 'compasso' per misurare il progresso per le persone e il Pianeta, redatto dal Gruppo di lavoro creato un anno fa, in attuazione del 'Patto sul Futuro' di settembre 2024. Il Gruppo, composto da 14 esperti da tutto il mondo, ha lavorato intensamente beneficiando anche dell’enorme quantità di ricerche svolte sul tema negli ultimi 20 anni, da quando all’Ocse (di cui ero il Chief Statistician) lanciammo il progetto globale sulla 'misura del progresso delle società'".

 

 

"Concentriamoci su ciò che conta davvero. Accogliamo queste nuove metriche che integrano il PIL e rivelano il quadro completo delle sfide e delle opportunità che il nostro mondo si trova ad affrontare in questo momento straordinario della storia": con queste parole il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha introdotto il senso del nuovo Rapporto.

 

Gli obiettivi del Rapporto sono chiaramente espressi nella Prefazione: "Per decenni, il Prodotto Interno Lordo (PIL) e la sua crescita sono stati considerati quanto di più simile al progresso si possa trovare al mondo. Eppure, la crescita del PIL è andata di pari passo con la persistenza delle disuguaglianze, il degrado ambientale e il calo di fiducia nelle istituzioni pubbliche. Il PIL è una misura indispensabile dell'attività economica, ma non è mai stato concepito per cogliere l'intera gamma di conseguenze che influenzano la vita delle persone. Ci siamo abituati ad aspettarci da esso risposte che non era stato progettato per fornire. Questo Rapporto si propone di colmare tale lacuna".

(A cura dell'Ufficio Public engagement Economia) 

 

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